+++RITIRATE tonnellate di SPAGHETTI. ATTENZIONE, ECCO DI QUALE MARCA SI TRATTA+++

Presunte violazioni del made in Italy per un noto pastificio, Grano tenero invece di duro. Il legale: “Tutto in regola”. Il pastificio:”Sono prodotti per il mercato africano”

spaghetti

 

Nei magazzini del porto staziona da qualche mese un milione di chili di spaghetti. Per la precisione, 972mila 147 chilogrammi di pasta “made in Turkey”. E proprio qui sta il problema: la provenienza turca.

I finanzieri del comando provinciale, infatti, li hanno sequestrati per le cosiddette violazioni alle normative in difesa del “made in Italy”. E si è aperto un contenzioso, uno dei primi in Italia, importantissimo sia per il valore della merce sotto sequestro sia, in prospettiva, per quello che potrebbe significare per il mercato.

Vanno subito chiariti alcuni aspetti. Qui non si discute di sicurezza del consumatore dal punto di vista di possibili danni alla salute.

Gli spaghetti “congelati” dalle fiamme gialle possono essere consumati tranquillamente: ma secondo l’accusa sono di una qualità inferiore a quella dichiarata, e sono prodotti in Turchia e non Italia come le scritte sulla confezione lascerebbero intendere. In conclusione: dovrebbero avere un altro prezzo una volta messi in vendita sugli scaffali dei supermercati e dei negozi di alimentari.

Va subito detto che l’avvocato Alberto Caselli Lapeschi, che rappresenta il pastificio Pasta Garofalo di Gragnano (un marchio assai noto anche se non fa parte del consorzio che prende il nome dal paesino in provincia di Napoli) ha già presentato ricorso in Cassazione per il dissequestro sostenendo l’assoluta regolarità del prodotto importato.

Dall’ufficio stampa del pastificio arriva però una precisazione sulla circostanza che gli spaghetti sequestrati non erano diretti al mercato italiano:”La pasta di cui si parla non è’ la linea Pasta Garofalo (che viene prodotta a Gragnano) bensì un altro brand del pastificio, che si chiama Santa Lucia ed è un brand nato quasi quarant’anni fa per il mercato africano, a cui è tutt’ora interamente destinato. Inoltre tale prodotto non è stato importano in Italia ma è stato sequestrato allo “stato estero”, in quanto solo transitato per il trasbordo da un vettore all’altro, poiché diretto in Africa.”
Insomma, un caso ancora da chiarire sotto vari punti di vista.

Il blocco degli spaghetti turchi era avvenuto nel corso di uno dei controlli sui container pianificati dal comando provinciale sotto la guida del generale Michele Dell’Agli.