Trovato cadavere saponificato. Mistero sull’identità: è il secondo in pochi mesi

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Un corpo in parte scarnificato e in parte in decomposizione, con ancora indosso jeans e scarpe femminili col tacco, è stato ritrovato ieri mattina intorno alle 13 da un pescatore dilettante nell’impervio tratto di costa fra Capo Marrargiu e la zona di Su Caule, a circa quindici chilometri dalla città del Temo.

Il pescatore, dopo il macabro ritrovamento, ha subito dato l’allarme. Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Macomer, al comando del capitano Giuseppe Pischedda, e quelli della stazione di Bosa, alle dipendenze del luogotenente Gavino Graziano, oltre a barracelli, forestale e vigili urbani di Bosa.
L’ipotesi più probabile è che il cadavere sia arrivato dal mare, forse sospinto dalle correnti o trascinato da una mareggiata invernale. Il magistrato di turno della Procura di Oristano, dopo gli accertamenti, ha disposto la rimozione del cadavere e l’esecuzione di una cosiddetta “ispezione cadaverica”, non una vera e propria autopsia. Il corpo è stato trasportato nel pomeriggio via mare fino al porto fluviale di Bosa dai volontari della Croce rossa, e quindi all’obitorio cittadino.

La zona in cui è stato ritrovato il corpo, sugli scogli a qualche metro dal mare, è particolarmente difficile da raggiungere via terra, attraverso piste e sentieri che si diramano sul costone roccioso a strapiombo sul mare dalla litoranea Bosa-Alghero. Per questo, valutata la situazione, si è reso necessario richiedere l’intervento del personale Opsa del Comitato locale della Croce Rossa, guidato dal presidente Salvatore Deriu, intervenuto con un gommone che ha raggiunto la costa oltre capo Marrargiu.