LA VERGOGNA DI LULA, L’ENNESIMO BLUFF CREATO DALLA SINISTRA

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“Praticamente tutte le idee della sinistra sono false perché sono basate sulla premessa che se alla sinistra verrà concesso il potere necessario potrà creare un paradiso mitico chiamato alternativamente “comunismo” o “socialismo” o “giustizia sociale”. Sono la seduzione e l’impossibilità dei loro sogni utopici ciò che rende i suoi seguaci così pericolosi e disponibili ad allearsi con i nemici della democrazia”.
Queste parole sono di David Horowitz, scrittore americano, estratte da un’intervista rilasciata al blog L’Informale, ed oltre ad essere autentiche “bastonate” risultano particolarmente calzanti per descrivere alcuni miti creati dalla sinistra mondiale in questi ultimi anni. Da Zapatero in Spagna al “presidente nero” Obama negli Usa, passando per Lula, il “presidente dei poveri” del Brasile che ai suoi tempi aveva creato una vera e propria isteria collettiva. Era l’uomo della rivoluzione proletaria, della cancellazione delle ingiustizie sociali, ma soprattutto dell’onestà e della lotta contro i soprusi.
La retorica di sinistra, forte anche di grandi megafoni nei salotti intellettuali e nelle scuole, colpisce sempre e crea certezze anche dove non ce ne sono. La leggenda di Lula, come quelle di Zapatero e Obama, si sono ben presto scontrate con la realtà. Drammatica, scandalosa, quasi nauseante.
Lula non solo non ha compiuto la rivoluzione sociale e culturale in Brasile, se non in peggio (come tanti altri miti sudamericani della sinistra), ma dal punto di vista etico e morale si sta dimostrando un vero e proprio modello negativo, così come il governo che gli tende la mano. Sempre di sinistra.
Dove sono i moralmente superiori, coloro sempre disposti a stracciarsi le vesti per ogni ingiustizia, sopruso, discriminazione? Assenti. Silenzio totale.

Il mito di Lula si è infranto in una storiaccia di ruberie e tangenti, su cui non vogliamo mettere becco se non con la solita formula “attendiamo che la giustizia faccia il suo corso”. Vorremmo però che questa frase, banale e abusata, potesse essere trasformata in realtà, perché ad oggi non è così. Lula è stato nominato ministro del governo e, in Brasile e non solo, tutti sanno che questa decisione deriva dalla volontà di garantirgli una sorta di immunità. Se diventa ministro, non può essere processato.
Questo scempio, anche se si parla di un “mito vivente” creato e poi scaricato, ha causato quasi una guerra civile in Brasile: rivolte, contestazioni anche violente, finché non è arrivata la decisione del giudice federale brasiliano: nomina sospesa.
Il giuramento di Lula presenta indizi di “irregolarità” rappresenta, secondo il giudice, un “intervento indebito nell’attività della polizia, dei pm e della magistratura”.
Il governo di Dilma Roussef, altro mito “onesto e socialista” creato dalla sinistra (anche se più annacquato rispetto a Lula, forse perché l’esperienza insegna) ha presentato ricorso, senza scomporsi più di tanto.
La partita è quindi ancora aperta, può succedere di tutto.
Resta un’unica certezza: questi miti della sinistra, così ben propagandati, alla lunga si rivelano sempre bluff. Strano che ancora qualcuno ci caschi.

Roma, 19 marzo 2016

Riccardo Ghezzi