Bollo auto pagato in ritardo di un giorno: ecco sa gli ha fatto Equitalia. La storia è assurda

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La donna aveva saldato con un giorno di ritardo rispetto alla scadenza fissata: «Assurdo, mi hanno inviato una raccomandata che è costata molto di più»

MESTRE. Paga il bollo dell’auto in ritardo di un giorno e gli arriva una cartella esattoriale di Equitalia che gli impone di pagare di 0,01 centesimi di euro. A raccontare la storia è A.S., che lavora in città ma risiede in un altro comune della provincia. La cartella in questione è arrivata alla moglie, che all’epoca dei fatti aveva un’Alfa. Auto che oggi che non possiede più, perché quel mezzo ha subìto un incidente e ora la donna ha cambiato modello. Come spesso accade però, le multe arrivano anche a distanza di tempo.
Può succedere allora che un giorno un postino suoni il campanello e ti dica «C’è posta da firmare». Allora apri, nel frattempo cerchi una penna e vedi che si tratta di una raccomandata. Spesso si comincia a preoccuparsi già da qual momento, altrettanto spesso neppure si sa di cosa si possa trattare. Sta di fatto che la donna ha scoperto, cadendo dalle nuvole, di aver pagato la rata del bollo relativo alla tassa di concessione dell’auto in ritardo di pochissimo, con tutta probabilità un giorno, che il corrispondente di mora richiesto da Equitalia è risultato ammontare a 0,01 centesimi di euro. Possibile? Non sarebbe, questo, il primo caso.
«Sono stato nella sede di Equitalia ad attendere il mio turno per quaranta minuti», racconta il marito «poi quando sono arrivato alla cassa ho tirato fuori una monetina e ho chiesto al funzionario dello sportello come fosse possibile, visto il paradosso». Prosegue l’uomo: «Non mi sembra una cosa normale pagare 0,01 centesimi di euro, sicuramente la raccomandata che ci ha mandato Equitalia è costata di più della penale di ritardo. Alla fine gli ho dato la monetina. Cos’altro dovevo fare? Avrei

voluto pagare con cento euro, poi ho tirato fuori un centesimo. Senza contare – conclude l’uomo – i costi sostenuti dal sistema riscossione e lo spreco di carta per la creazione della cartella esattoriale e l’evidente sproporzione tra debito e spese di notifica».

Fonte: NuovaVenezia