Visite fiscali: ora non basta essere solo a casa. Grossi cambiamenti, ecco le novità

dottore medico

Il lavoratore in malattia ha l’obbligo della reperibilità durante gli orari fissati dalla legge al fine di consentire la visita fiscale del medico dell’Inps: tuttavia, nel caso in cui debba assentarsi, allontanandosi da casa per un motivo urgente, deve darne previa comunicazione al datore di lavoro e agli organi di controllo dell’Inps stesso. Tale comunicazione è necessaria per non risultare “assenti ingiustificati”. Solo in caso di gravi motivi – che, comunque, vanno dimostrati – ci si può assentare senza neanche fornire la predetta comunicazione. Lo ha detto la Cassazione in una recente sentenza.

La sentenza è molto importante perché afferma alcuni principi chiave in materia di visita fiscale per malattia e conseguente obbligo di reperibilità. In sintesi:

– al lavoratore è consentito assentarsi da casa durante gli orari in cui dovrebbe invece essere reperibile, ma solo a per motivi urgenti e indifferibili (cosiddetto “giustificato motivo”);

– anche quando sussistono detti motivi urgenti e indifferibili, l’assenza dalla abitazione durante gli orari di reperibilità va prima comunicata al datore di lavoro e all’Inps;

– tale preventiva comunicazione può essere evitata solo se ricorrano gravi e indifferibili ragioni. Il lavoratore deve quindi dimostrare l’impossibilità di avvisare il datore di lavoro e l’Inps della repentina uscita di casa.

La vicenda
Durante il periodo di malattia, un lavoratore dipendente si allontanava dal proprio domicilio in Reggio Calabria per accompagnare, urgentemente, la sorella a Trento; così facendo si sottraeva alla visita di controllo dell’INPS che, quindi, si rifiutava di riconoscere lo stato di malattia e di erogare la conseguente indennità.

Visita fiscale: quando il lavoratore è assente ingiustificato?
La Cassazione ricorda alcuni principi di diritto ormai consolidati. Innanzitutto i giudici si focalizzano sul concetto di “assenza” alla visita fiscale.

Il lavoratore si considera “assente” non solo quando non è presente presso l’abitazione, ma anche quando, in qualsiasi modo, impedisca la visita di controllo. Si pensi al caso in cui il nome del malato non sia presente sul citofono; all’ipotesi in cui il citofono stesso sia rotto e nessuno risponda; al caso in cui venga addotta una patologia auditiva che ha impedito di sentire il campanello, ecc. In tutti questi casi, il lavoratore si considera comunque assente ingiustificato.

Insomma, l’assenza può coincidere con qualsiasi condotta che impedisca l’esecuzione del controllo sanitario, per incuria, negligenza o qualsiasi altro motivo non apprezzabile sul piano giuridico e sociale.

Cosa comporta l’assenza alla visita fiscale?
L’ingiustificata assenza del lavoratore alla visita di controllo comporta la decadenza dal diritto al trattamento economico per malattia.

In particolare, le conseguenze possono essere così schematizzate: