I BANCOMAT A RISCHIO! ECCO COSA DEVI FARE PER PROTEGGERE I TUOI SOLDI. ATTENZIONE!

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La cronaca spesso ci offre, purtroppo, episodi di truffa agli sportelli di prelievo automatico delle banche. Nella sentenza in commento, un cliente, ha inserito la tessera; questa è stata trattenuta e sul display è apparso: “carta illeggibile” e successivamente “sportello fuori servizio”. A questo punto un ignoto passante offre il suo aiuto e il malcapitato ridigita il PIN che viene captato de visu dal finto “buon samaritano”. Visto che la banca è in orario di apertura, il cliente avvisa la banca dell’episodio appena occorso, e il funzionario invece di mettersi in allarme per la sottrazione della carta da parte dello sportello ha differito il controllo al giorno successivo, incurante del fatto che un terzo si sia avvicinato al cliente durante l’operazione e di provvedere direttamente, o esortare il cliente, al blocco della tessera, che costituisce la regola minima di cautela da adottare in tale circostanza.

Il giorno dopo il cliente torna per farsi restituire il bancomat ma l’ATM non l’ha rilasciato. Riceve rassicurazioni in ordine a tale circostanza giustificata dal funzionario della banca come temporaneo blocco o malfunzionamento. Nelle quarantotto ore successive (quando ormai la tessera era stata estratta da terzi) si è visto prelevare fraudolentemente più di 7000 euro da parte di ignoti con superamento anche del plafond giornaliero, ciò che non dovrebbe essere consentito viste le regole contrattuali che pongono tali limiti, o che avrebbe dovuto destare sospetto per la banca.

La banca ha incolpato il cliente per negligenza nella gestione della vicenda e quindi non ha voluto risarcirlo degli ammanchi. Il cliente si rivolge al tribunale e viene ritenuto responsabile del danno subito, così come la Corte d’appello.

Ma non la pensa così la Cassazione. La Corte d’Appello nel riconoscere l’esclusiva responsabilità del ricorrente per aver consentito l’individuazione del PIN ad un terzo e non aver provveduto all’immediato blocco della carta, non ha svolto uno scrutinio effettivo del comportamento contrattuale della banca secondo il parametro della diligenza professionale ex art. 1176, secondo comma, cod. civ. in quanto la banca è venuta meno a tale diligenza sotto due aspetti.