Due papà con utero in affitto: dai giudici c’è il sì all’adozione

Nuovo strappo del tribunale dei minori. Per la prima volta in Italia due uomini possono adottare il figlio avuto con la maternità surrogata. Il Pd subito alla carica: “Adesso sia legge”

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Anche due papà possono adottare il figlio avuto grazie a una maternità surrogata in Canada.

La sentenza è dell’ex presidente del tribunale dei minori di Roma, Melita Cavallo, in pensione da metà dello scorso gennaio, in linea con analoghi provvedimenti che hanno autorizzato l’adozione gay in casi particolari. Il caso su cui ha deciso il magistrato è quello di una coppia di uomini, padri di un bimbo di sei anni, che aveva avanzato richiesta di adozione nel giugno del 2015. E anche stavolta, coerentemente con le altre decisioni favorevoli già prese nel caso di coppie di donne, il collegio ha voltato le spalle alla politica.

Il 31 dicembre 2015, prima di andarsene in pensione, la Cavallo ha emesso un’altra sentenza che di fatto scavalca lo stop del parlamento alla stepchild adoption. Ha, infatti, riconosciuto l’adozione a una coppia di uomini che hanno avuto un figlio ricorrendo all’utero in affitto. “La cosa migliore – ha spiegato – è non spezzare il legame familiare fino ad oggi formatosi”. È la prima volta in Italia che una coppia di uomini si presenta in tribunale dopo la maternità surrogata. “Tutte le altre richieste erano state fatte da coppie di donne – si legge su Repubblica – ed è anche la prima volta che la sentenza non viene appellata dalla procura minorile e diventa così definitiva. La sentenza è appena stata pubblicata”. Con questa sentenza l’ex presidente del tribunale dei minori di Roma scavalca il parlamento. E la stepchild adoption diventa realtà sebbene non ci sia una legge che la regolamenti. Durante l’esame del ddl Cirinnà sulle unioni civili, aveva infatti deciso di stralciare le adozioni per le coppie omosessuali dal testo per approfondire meglio l’argomento. Nascondendosi dietro al “superiore interesse del bambino”, ancora una volta, però, un giudice forza la mano della politica.