Da oggi puoi SCOPRIRE se qualcuno ti sta SPIANDO su WHATSAPP. CON QUESTO METODO SCATTI UNA FOTO A DISTANZA ALL’INTRUSO! ECCO COME FARE

WhatsApp-Virus

 

“Qualcuno sta spiando nel tuo WhatsApp?”: è questo l’avviso che molti utenti Android stanno ricevendo al momento dell’accesso al proprio profilo Whatsapp. Che sarà successo? Chi è riuscito ad entrare nel tuo account e a leggere i messaggi?  Si tratta di un virus, di un trojan, di un semplice scherzo? O è solo un avviso commerciale?

La soluzione è semplice e soprattutto meno grave di ciò che, forse, stai temendo: hai installato sul tuo cellulare (volontariamente o meno) un software tra le cui funzioni c’è quella di bloccare l’accesso a terzi estranei nel momento in cui tentano di entrare in determinate app. In pratica, tra le funzioni di queste app, c’è anche quella di immettere una password (che deve attivare e scegliere il proprietario stesso del cellulare) per l’accesso a determinati applicativi come appunto WhatsApp, Facebook, Messanger o gli sms.

Un esempio pratico ti farà capire subito di cosa stiamo parlando. Se hai lasciato il cellulare fuori dalla tuo portata e qualcuno se n’è momentaneamente impossessato per curiosare tra le conversazioni o le chat, non potrà farlo se non saprà tale password di accesso. Se questa password viene sbagliata per ben due volte, al terzo tentativo il cellulare scatterà una foto, in modo tale che il proprietario, in un secondo momento, potrà scoprire il volto dell’intruso e sapere chi stava tentando di spiare nelle sue conversazioni segrete.

Insomma, tu non sei la vittima, ma al contrario il beneficiario di un servizio che – questo sì – forse non avevi richiesto.

Nessuno, quindi, ha spiato sul tuo Whatsapp tramite virus o intrusioni informatiche. I messaggi su Whatsapp non possono essere criptati e intercettati da terzi in remoto. In realtà – ma si tratta di ipotesi meno frequenti – esistono software che, una volta installati su un cellulare o su un pc, consentono a un soggetto a distanza di sapere cosa la vittima digita sulla propria tastiera. Ma per “caricarli” è necessario impossessarsi del telefono altrui o riuscire a fare in modo che l’utente clicchi su qualche allegato malevolo.