ANCHE IL CALCIO HA PAURA: IPOTESI CHOC, ANNULLARE GLI EUROPEI IN FRANCIA

calcioIl calcio ha paura e si ferma. Il ciclismo trema ma va avanti. In Belgio quello della bici è un rito (pagano) che non si può interrompere: il Giro delle Fiandre è l’unica classica al mondo disputata durante tutta la Seconda guerra mondiale. Carl Decaluwé, governatore fiammingo, ha autorizzato (salvo ripensamenti dell’ultima ora) la Dwars Door Vlaanderen. La prova (15 italiani al via) che apre la stagione dei «muri» e del pavé si disputerà mercoledì a Roeselare, 120 chilometri da Bruxelles. Sicurezza rinforzata, cerimoniale azzerato. Ma si corre. Fabio Baldato, direttore sportivo della Bmc: «Chi è atterrato ad Amsterdam, chi a Parigi. Chi è arrivato in macchina a notte fonda. Abbiamo paura ma vogliamo lanciare un messaggio contro la violenza». Messaggio ripetuto: domenica c’è la Gand-Wevelgem, tra 10 giorni proprio il rito solenne del Fiandre. Evento delicatissimo: un milione di tifosi sulla strada con il re Filippo a officiare l’edizione numero 100.

Gli Europei di calcio a rischio

E il calcio? Quasi certo l’annullamento dell’amichevole Belgio-Portogallo, in programma martedì a Bruxelles. Ma il problema va oltre l’immediato. Il 10 giugno Francia-Romania inaugurerà gli Europei. A porte chiuse? In Champions League si giocò l’11 settembre 2001. Andarono in campo la Roma contro il Real Madrid e la Lazio contro il Galatasaray. Ma i tempi sono cambiati e proprio Galatasaray-Fenerbahce nel weekend scorso è stata rinviata per il terrore di attentati. L’allarme per Euro 2016 era alto ancor prima di ieri. Almeno cinque le gare con il massimo livello di allerta da giocare in stadi vuoti o cambiando all’ultimo la città o l’orario. Ora potrebbe aggiungersi anche Italia-Belgio, il 13 giugno a Lione. Gli Europei francesi durano un mese (10 giugno-10 luglio): 10 stadi, 10 città, 51 partite e 24 squadre. Il rischio è ovunque. Comprese le «fan zone», con i maxischermi per i tanti tifosi senza biglietto. Abolite? Giancarlo Abete, vice-presidente Uefa: «Il rischio porte chiuse esiste. Non ci sono partite rinviabili».

Valls: «Euro 2016 e Tour de France si faranno»

Più categorico, all’indomani degli attentati, il premier francese Manuel Valls. Euro 2016 si giocherà perché un suo annullamento sarebbe «una sconfitta» e rappresenterebbe «una vittoria» lasciata ai terroristi. Alla stessa stregua il Tour de France: «Sì, si faranno», ha affermato in una intervista a Europe1. «I grandi eventi sportivi, culturali e popolari sono indispensabili per mostrare che siamo un popolo libero, che sta in piedi, che non abbiamo paura». La Francia, colpita duramente dagli attentati dello scorso 13 novembre, è in stato d’emergenza, un provvedimento che secondo gli ultimi voti di Assemblea e Senato dovrebbe rimanere in vigore fino a fine maggio. Potrebbe essere prolungato anche durante Euro 2016?«Vedremo», ha replicato Valls.

Fonte: Corriere
23/3/2016