CASO REGENI, L’INCUBO CONTINUA: ALTRE 5 MORTI SOSPETTE LEGATE A LUI

UE0WK10B5396-9968-kGe-U1070739373066dQD-1024x576@LaStampa.itCircolano versioni contrastanti in merito alla notizia dell’uccisione da parte delle forze di sicurezza egiziane di cinque militanti sospettati di essere collegati al rapimento e alla morte del giovane ricercatore italiano Giulio Regeni, apparsa oggi su diversi media egiziani, fra cui «el Watan».

 

Secondo il quotidiano filo-governativo, i militanti fanno parte di una gang specializzata nel rapimento di stranieri, utilizzando uniformi da agenti di polizia. A prova dell’uccisione dei cinque presunti criminali i media egiziani hanno diffuso diverse fotografie. L’operazione sarebbe avvenuta nell’area di Shobra al Khaimah nel governatorato del Delta del Nilo.

 

Il responsabile dell’ufficio stampa del ministero dell’Interno, capitano Mohamed al Folly, ha negato la notizia, sottolineando che sarebbe solo «una speculazione dei media». Tuttavia altre fonti, chiedendo l’anonimato, confermano in parte l’articolo pubblicato da «al Watan», sottolineando di avere ancora riserve sulle conclusioni a cui giunge il quotidiano, in particolare riguardo ad eventuali legami fra i cinque militanti uccisi e l’omicidio di Giulio Regeni.

 

La notizia della presunta uccisione dei militanti è stata comunicata dalla polizia locale anche al team investigativo italiano che da più di un mese si trova al Cairo per seguire le indagini sul delitto del 28enne ricercatore friuliano. Il pm Sergio Colaiocco, che la scorsa settimana assieme al capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone ha incontrato il procuratore generale della Repubblica araba d’Egitto Nabil Ahmed Sadek, è in attesa ora di acquisire informazioni ufficiali da parte delle autorità giudiziarie egiziane