IL GRIDO D’ALLARME: “Poliziotti senza strumenti per difendersi dalle aggressioni”

poliziotto1

Le pistole a scarica elettrica no perché possono causare danni, il peperoncino allergie, i farmaci intolleranze, ma noi possiamo serenamente continuare a prendere delle legnate da chi le regole e le norme civili le viola con disinvoltura

Un ucraino di 17 anni litiga con la sorella titolare di un bar in via 21 aprile. I condomini segnalano una rissa e immediatamente giungono sul posto operatori delle volanti della questura di Piacenza, ma l’ucraino si scaglia contro i colleghi non riconoscendo, evidentemente, la nostra autorità in tema di ordine e sicurezza pubblica, nonché quella di agenti e ufficiali di Polizia Giudiziaria.

Lo stesso viene fatto salire sulla volante e qui sempre più aggressivo sfonda a testate il finestrino blindato della volante. Un poliziotto per impedire che uscisse, si prende anche lui una testata mentre in questura il fermato continua con la sua violenza e colpisce con un pugno anche un secondo agente.

Basta davvero, non se ne può più, qualcuno deve dirci una volta per tutte cosa fare e come farlo, siamo lasciati a noi stessi senza avere linee guida certe ed efficaci e senza avere in dotazione strumenti per contenere persone che vanno in escandescenza e ogni volta – oltre a subire violenze fisiche per fermarli in modo tale che non facciano male a noi e a loro stessi – rischiamo noi stessi sia sotto l’aspetto fisico che penale.

Non abbiamo mezzi di contenimento per casi di questo genere e spesso non si somministrano farmaci per paura di intolleranze, e noi ne usciamo con le ossa rotte ogni volta perché abbiamo paura di reagire perché, qualsiasi cosa fai, si finisce spesso per sbagliare comunque.

Le pistole a scarica elettrica no perché possono causare danni, il peperoncino allergie, i farmaci intolleranze, ma noi possiamo serenamente continuare a prendere delle legnate da chi le regole e le norme civili le viola con disinvoltura.

La polizia di Stato è decisamente in prima linea sull’ordine e sicurezza pubblica, è la forza di polizia che quotidianamente, insieme ai carabinieri, combatte per fornire sicurezza urbana sul controllo del territorio ai cittadini e per questo c’è bisogno di strumenti idonei per immobilizzare queste persone. Servono pene più severe contro chi usa violenze a chi rappresenta lo stato, abbiamo bisogno di protocolli di intervento chiari e inequivocabili che forniscano sicurezza ai cittadini e anche a chi la sicurezza la deve fornire, perché a fronte di chi proviene da culture dove il rispetto delle regole è quasi un’utopia, i nostri attuali strumenti ritengo siano assenti e rappresentino il nulla.

Sandro Chiaravalloti –  Siap – Sindacato Italiano Appartenenti Polizia
Fonte: Il Piacenza
24 Marzo 2016