Caso Noventa, è la svolta: “Isabella massacrata a colpi di mazzetta”

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La rivelazione di Manuela agli investigatori: “Quando arrivai a casa di Freddy trovai lui e la sorella”. I due anche ieri muti con il pm

Massacrata a colpi di mazzetta. Colpi inferti in testa. Per uccidere. E la mano che agitava quel martello dal manico corto non era quella di Freddy Sorgato. Era la mano di Debora Sorgato che, di spalle, nella cucina della villetta a Noventa in via Sabbioni, avrebbe aggredito e assassinato l’odiata segretaria di Albignasego.

Debora, l’assassina. Ecco il “film” dell’omicidio indicato da Manuela Cacco, l’anello più debole del terzetto diabolico finita dietro le sbarre per l’assassinio di Isabella Noventa. Un “film” tenuto coperto dal più rigoroso riserbo fino a ieri, quando è stato contestato ai due fratelli-killer, lui rinchiuso nel carcere di Padova, lei detenuta a Verona. Inutile. Non hanno battuto ciglio Freddy e Debora neanche di fronte alla più temuta accusa, forse nemmeno tanto inaspettata dopo l’interrogatorio del 7 marzo scorso quando l’amica si era dichiarata pronta a collaborare. E aveva raccontato la “sua” verità sulla notte del delitto, affiancata dall’avvocato Alessandro Menegazzo. Una verità – prudentemente considerata, osservano gli inquirenti – che si sta cercando di verificare alla luce di elementi concreti, come gli attesi risultati dei test di laboratorio sulle tracce biologiche (sospetto sangue) rinvenute nella cucina della casa, palcoscenico di quell’esecuzione sanguinaria e crudele, almeno secondo il resoconto fornito dalla Cacco nell’interrogatorio di 17 giorni fa secretato eppure ieri contestato ai due principali indiziati.

Il segreto di Manuela. «Appena sono arrivata nella casa di Freddy, Debora era già là… E tutto era a posto…» ha raccontato Manuela Cacco, spiegando che l’assassino non era Freddy e che tutto era stato ripulito. «È stata Debora… A colpi di mazzetta…». Poche parole per descrivere l’uccisione di Isabella, entrata in casa intorno alle 23.13 dopo la serata trascorsa nella pizzeria di Lion di Albignasego: il Gps dell’Audi A6 – a bordo della quale viaggiava la coppia Freddy-Isabella – fornisce il dato di “auto ferma” nel cortile della villetta alle ore 23.12.31. Scatta il conto alla rovescia per l’ormai brevissima vita della donna che entra nell’abitazione in tutta tranquillità tanto da sfilarsi il piumino bianco, rimasto immacolato per la messinscena di un paio d’ore più tardi nel centro di Padova. Quasi subito scoppia la mattanza, secondo il resoconto di Manuela che sostiene di non aver visto nulla. Anzi, precisa che la casa era perfettamente a posto al suo arrivo («Sono andata subito in bagno»). Ma presto viene informata che Isabella è stata uccisa.