Caso Noventa, è la svolta: “Isabella massacrata a colpi di mazzetta”

E che, a farlo, è stata Debora con una mazzetta. Indica pure dove: nella cucina. Nessuna informazione sul luogo in cui possa essere finito il cadavere: «Non so niente» ribadisce agli inquirenti, che avrebbero trovato tracce di sospetto sangue proprio nella cucina. Poi la richiesta di essere la protagonista della “messinscena”: «Mettiti questo» le chiede uno dei due fratelli Sorgato. “Questo”, ovvero il piumino bianco di Isabella per sfilare davanti alle telecamere con il cappuccio calato sulla testa e avvalorare (è l’ipotesi investigativa) la possibile scomparsa volontaria della donna. Manuela esegue l’ordine. Per amore di Freddy? O per paura di Debora? Di certo a mettere nei guai Manuela è proprio la messinscena, confessata nel primo interrogatorio del 15 febbraio che farà scattare il fermo a carico dei tre per omicidio premeditato.

Percorsi in auto e riprese. La notte del 16 gennaio, quella del delitto, la Polo Volswagen di Manuela Cacco viene ripresa dalle telecamere nelle stradine intorno alla villetta di Freddy tra le 00.16.19 e le 00.43.38. In quella fascia oraria (tra le 00.22 e le 00.45) anche la Golf di Debora (a bordo la sagoma di un’altra persona, si sospetta Freddy) esce dalla villetta, salvo poi rientrare. Manuela racconta che aveva appuntamento con Freddy per andare a ballare al Relax. Perché tutti quei giri? Lei sapeva che Freddy era uscito con Isabella e non aveva il coraggio né di telefonargli né di suonare il campanello di casa. Solo alle 00.45 si decide.

Gli interrogatori. Nessuna replica da Freddy e da Debora (difesa dagli avvocati Roberto Morachiello e Francesco Lava). Ieri il faccia a faccia dei due indagati con il pm Giorgio Falcone e il capo della Squadra mobile Giorgio Di Munno è durato i minuti necessari a formulare le contestazioni delle fonti di prova. Identica la risposta: «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere».

Fonte: Mattino di Padova
24 Marzo 2016