+++MASSIMO ALLARME STRAGE ISIS IN ITALIA. IL PREFETTO: “GIORNO VICINISSIMO, IN QUESTA CITTA’…” ECCO TUTTI I DETTAGLI+++

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«Questo è un momento di massima allerta non solo per le metropolitane, ma per ogni forma di trasporto», ha dichiarato al comitato per l’ ordine pubblico il prefetto di Milano, Alessandro Marangoni, dopo il doppio attentato di Bruxelles. Treni, metrò, bus, aerei, sale la tensione per Pasqua. Sebbene «non ci siano segnali che indichino Milano come obiettivo imminente», è evidente che la città si ritrovi in una situazione di emergenza in cui i presidi dell’ Esercito sarebbero assolutamente necessari. Eppure in pieno allarme sicurezza c’ è una caserma, la Santa Barbara di piazzale Perrucchetti, ferma, congelata in attesa del trasferimento a Vercelli. Una scelta incomprensibile se si pensa che proprio gli artiglieri “inutilizzati” delle Voloire (circa 350), sono quelli che nei mesi dell’ Esposizione Universale hanno sorvegliato gli aeroporti di Malpensa, Linate e Orio al Serio, le stazioni ferroviarie di Centrale, Garibaldi, Rogoredo, Cadorna e Rho-Fiera), ma sono soprattutto quelli che hanno svolto regolare attività di pattugliamento nei quartieri periferici e non della città, raggiungendo ottimi risultati: 45.234 mezzi controllati, 25 arresti, 100 denunce, 34 fermi, 364 persone controllate, 17 armi sequestrate.

Per non parlare degli oltre 2 milioni di chilometri percorsi tra le strade della città. Come mai oggi rimangono “parcheggiati” in caserma pur potendo garantire la sicurezza di Milano? Decisioni del governo, dicono gli addetti ai lavori. «Serve un’ indicazione ministeriale per poter sbloccare la situazione impiegare quegli uomini e quelle forze». E mentre si attende la svolta, il ripensamento che possa porre fine a una impasse che ha del paradossale – e su cui, c’ è da dire, si è già speso tutto il mondo politico milanese e non solo – non si sprecano le iniziative fantasiose messe in campo dagli arancioni per risolvere i problemi dell’ integrazione e della sicurezza in città. Come quella adottata in queste ore in via Padova dove il consiglio di zona, su proposta dell’ ordine degli psicologi, ha pensato bene di combattere il degrado e i problemi di integrazione con un team di psicologi di strada che sappia ascoltare i bisogni e le problematiche dei residenti. L’ obiettivo – dicono – è promuovere un “welfare integrativo reale” e partire da via Padova, quartiere con la più alta densità di immigrati – meglio conosciuto dai milanesi per i continui e spiacevoli fatti di cronaca -, per poi estendersi a tutte le altre zone periferiche della città. Un compito certamente importante quello che si prepongono psicologi e Comune, che per tre mesi garantiranno assistenza e presidi sul territorio attraverso incontri con i cittadini, ma mai così necessario e imminente quanto la presenza delle forze dell’ ordine o dei militari.

«L’ amministrazione ha avuto 5 anni per intervenire sul degrado delle periferie e ci sta pensando solo adesso», commenta la capolista di Forza Italia Mariastella Gelmini. «Oggi il primo tema è quello della sicurezza, e le Voloire devono rimanere a Milano per presidiare stabilmente la città, soprattutto in una situazione di emergenza come questa. Il supporto psicologico serve, ma ci vogliono più azioni concrete e meno chiacchiere».