+++NUOVA ESPLOSIONE A BRUXELLES. ECCO TUTTI I DETTAGLI+++

Da Parigi a Bruxelles: non confondete Al Qaeda con l'Isis.
Il «responsabile degli attentati» del 13 novembre a Parigi è Abdelhamid Abaaoud, morto nell’assalto al covo di Saint-Denis. Lo ha detto Salah Abdeslam, secondo i verbali dell’interrogatorio dello scorso 18 marzo a Bruxelles, giorno del suo arresto, rivelati oggi dal quotidiano francese Le Monde. Lo stesso giornale rivela che la cintura di Abdeslam, la notte degli assalti nella capitale francese, «mancava di liquido esplosivo» e sarebbe forse questo il motivo per cui, a differenza degli altri membri del commando, lui sarebbe rimasto in vita. Questo particolare è stato riferito da Abid Aberkan, il cugino da cui l’ex fuggitivo si rifugiò a Molenbeek, a sua volta fermato venerdì. Salah stesso ha detto agli inquirenti che quella cintura gliel’aveva consegnata il fratello Brahim nell’appartamento affittato a Bobigny. Nel frattempo il premier belga Charles Michel, dopo un incontro col segretario di Stato americano John Kerry, annuncia la ripresa della missione degli F-16 belgi contro l’Isis.

Nuova operazione a Schaerbeek
Intanto sono stati effettuati sette arresti nell’ambito dell’inchiesta sugli attacchi di martedì alla metropolitana e all’aeroporto di Bruxelles. E la polizia ha lanciato una nuova operazione nel quartiere di Schaerbeek: si è sentita un’esplosione all’inizio dell’intervento delle forze dell’ordine in un appartamento e un uomo sarebbe stato «neutralizzato». Il perimetro dell’edificio è stato bloccato e circondato da agenti armati e da camion militari. Sul posto ci sono anche gli sminatori.

I particolari sui fratelli Bakraoui
Inoltre sarebbero emersi nuovi particolari su Khalid e Ibrahim El Bakraoui, i due fratelli kamikaze degli attentati nella città belga, costati la vita a 31 persone e che hanno fatto oltre 270 feriti, 61 dei quali ancora in gravi condizioni. Stando a quanto riportato dal Daily Mail, che ha intervistato uno zio, i fratelli El Bakraoui avrebbero lavorato in passato presso l’aeroporto della capitale belga. Lo zio avrebbe riferito che i due «non hanno finito le scuole superiori, avevano lavorato anche in un ristorante e durante i mesi estivi hanno trovato impiego come addetti alle pulizie dell’aeroporto».

Un nuovo ricercato
La notizia è però anche un’altra. C’è un nuovo ricercato, ritenuto coinvolto negli attacchi terroristici sia di Parigi che Bruxelles: si tratta di Naim Al Hamed, siriano originario di Hama, di 28 anni. Il nome compare su una lista di cinque principali sospettati introvabili stilata dalle intelligence occidentali, che si presume siano stati coinvolti negli attentati del 13 novembre a Parigi e in quelli del 22 marzo a Bruxelles. La notizia era stata pubblicata da alcuni media spagnoli ed è stata ripresa La Dernière Heure belga. L’uomo, di cui è stato reso noto un documento con foto, è descritto come «molto pericoloso e forse armato».

La polizia conosceva l’indirizzo di Abdeslam
Un’altra notizia, sempre riferita da La Dernière Heure, accresce le già numerose domande sulla strategia e l’operato delle autorità belghe. Un poliziotto di Mechelen (città del Nord del belgio, nella provincia di Anversa) sarebbe stato in possesso dell’indirizzo di Salah Abdeslam – dove il terrorista ricercato numero uno dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 – è stato trovato lo scorso venerdì 18 marzo: rue des Quatre Vents 79, a Molenbeek, la roccaforte jihadista nel cuore del belgio. Il funzionario lo avrebbe saputo dal 7 dicembre scorso, ma non lo avrebbe segnalato a Bruxelles per tre mesi. Secondo quanto riferito, l’ufficiale di polizia aveva ottenuto le informazioni a Mechelen e aveva inserito l’indirizzo in un rapporto confidenziale destinato alla cellula antiterrorismo della polizia giudiziaria federale di Bruxelles:. Ma il rapporto non sarebbe stato trasmesso alla capitale e sarebbe rimasto sotto chiave per tre mesi presso la cetnrale di polizia di Mechelen.