Gli amici di Regeni: “droga e occhiali non sono di Giulio”

regeni-manifesto-orig_mainDue mesi dopo la scomparsa del ricercatore italiano, i suoi amici al Cairo sono ancora choc. «Cerco di non pensarci», commenta al telefono con il Corriere della Sera Mohammed el Sayed, giovane avvocato che divideva con Regeni e con un’insegnante tedesca l’appartamento di Dokki. Mohammed non riconosce la borsa rossa in cui erano contenuti i documenti del coinquilino presentata ieri dalla polizia, ma sottolinea pure che non entrava nella sua stanza e non sa che accessori avesse. «L’unica cosa certa è che non fumava droga», aggiunge a proposito dei 15 grammi di hashish trovati insieme ai documenti. «Io posso dire che gli occhiali da sole ritrovati non sono i suoi», ci dice invece Amr Asaad, altro amico di Giulio.

Fonti di palazzo Chigi intanto esprimono pieno sostegno e apprezzamento al lavoro di indagine svolto dalla procura di Roma guidata dal dottor Pignatone sulla dolorosa vicenda della morte di Giulio Regeni. L’Italia – proseguono le stesse fonti – non si accontenterà mai di niente di meno della verità, di tutta la verità. Le stesse fonti confermano che i contatti diretti tra la presidenza del consiglio, nella persone del presidenza Matteo Renzi, e la famiglia Regeni sono continui e diretti, ancora oggi.

I genitori di Giulio Regeni, in un comunicato inviato tramite l’avvocato di famiglia Alessandra Ballerini, si dicono “feriti ed amareggiati dall’ennesimo tentativo di depistaggio da parte delle autorità egiziane” sulla barbara uccisione di loro figlio Giulio che, esattamente due mesi fa, veniva rapito al Cairo e poi fatto ritrovare cadavere dopo otto giorni di tortura. “Siamo certi – aggiungono – della fermezza con la quale saprà reagire il nostro Governo a questa oltraggiosa messa in scena che peraltro e’ costata la vita a cinque persone”, “così come sappiamo che le istituzioni, la nostra procura ed i singoli cittadini non ci lasceranno soli a chiedere ed esigere verità”. “Lo si deve non solo a Giulio – concludono – ma alla dignità di questo Paese”.

Fonte: Rainews
26/3/2016