RENZI, PAURA EH? LE AMMINISTRATIVE SONO ALLE PORTE MA LA DATA SI FA ATTENDERE

renziamministrative
Siamo al 26 marzo e non conosciamo ancora la data delle prossime elezioni amministrative. Quella tornata elettorale che avrebbe dovuto essere compresa in una domenica fissata tra il 15 aprile e il 15 giugno non è ancora stata fissata sul calendario. Matteo Renzi e il suo governo stanno rimandando fino all’ultimo la decisione. La stampa mainstream, davvero un po’ patetica, giustifica tale anomalia con la teoria secondo cui il premier abbia troppe cose cui pensare, dal terrorismo alla sicurezza, pertanto sta rimandando la scelta fino al termine ultimo consentito.
La sensazione è che invece Matteo Renzi abbia una gran paura di perdere alcune roccaforti e pertanto porre fine anticipatamente alla carriera politica. Una sconfitta a Torino, Milano, Roma e Napoli, o anche solo in tre su quattro di queste città, metterebbe in seria discussione la leadership del segretario del Pd e probabilmente anche la tenuta dell’esecutivo.
Solo l’astensionismo potrebbe rivelarsi favorevole ad un’affermazione del Pd e salvare il Rottamatore da una batosta che rischia di essere annunciata. Ecco perché la data scelta potrebbe alla fine rivelarsi strategica: quel 4 giugno che andrebbe a rovinare le vacanze di molti italiani, i quali, solleticati dal lungo ponte del 2 giugno (un giovedì) potrebbero optare per un weekend lungo in qualche villeggiatura turistica, tempo permettendo, dimenticandosi così di andare a votare. Un week end è solo un week end, ma un ponte di quattro giorni è tutta un’altra cosa: in quei casi, le urne passano volentieri in secondo piano, a meno che non si abbia la tessera del Pd e come da tradizione si risponda al richiamo della militanza di guareschiana memoria.
Ora, non sappiamo se davvero Renzi vorrà fare questo scherzetto e stabilire la data delle elezioni nel primo week end di giugno, uno degli ultimi disponibili. Quello che possiamo dire è che, se così fosse, sarebbe un vero sfregio alla democrazia. E i ritardi nella decisione cominciano a essere sospetti e irritanti.
Che Renzi abbia paura di queste elezioni è abbastanza scontato. A Roma la candidata grillina, l’avvenente Virginia Raggi, sembra poter approfittare delle divisioni del centro-destra ed è la favorita numero uno per sfidare al ballottaggio il candidato renziano Giachetti. A Torino un’altra giovane pentastellata di ottime speranze, Chiara Appendino, ragazza con idee progressiste, ha tutte le carte in regola per pescare dai delusi del Pd e quindi dal bacino d’utenza di Fassino, sfidandolo al ballottaggio. In entrambi i casi, un ballottaggio tra i candidati del Pd e quelli del Movimento 5 Stelle potrebbe rivelarsi deleterio per le truppe renziane, soprattutto in una Torino dove la “chiamata anti-sistema” contro un centro-sinistra che amministra ininterrottamente dal 1993 potrebbe avere il suo peso.