Sanzioni ed embargo, la Russia è costata all’Italia 3,6 miliardi

PUTINNeanche due anni di guerra commerciale e diplomatica tra Ue e Russia sono costati all’Italia 3,6 miliardi di euro di export andato in fumo. E’ questo, secondo il conteggio della Cgia di Mestre, l’effetto delle sanzioni economiche che l’Ue ha introdotto nel 2014 verso Mosca (prima a luglio, poi rafforzate a settembre), a seguito della crisi politico-militare con l’Ucraina, che poi hanno portato all’embargo di reazione da parte della Russia (da agosto). “L’export italiano verso la federazione russa, infatti, è passato dai 10,7 miliardi del 2013 ai 7,1 miliardi di euro del 2015 (-34 per cento)”, dice l’ufficio studi dell’associazione di Mestre.
Sanzioni ed embargo, la Russia è costata all’Italia 3,6 miliardi
Condividi

Lombardia (-1,18 miliardi), Emilia Romagna (-771 milioni) e Veneto (-688,2 milioni) sono le regioni che con l’introduzione del blocco alle vendite hanno subito gli effetti negativi più pesanti: oltre il 72 per cento del totale del calo dell’export verso la Russia ha interessato questi tre territori. Dei 3,6 miliardi di minori esportazioni, 3,5 sono ascrivibili al comparto manifatturiero. I macchinari (-648,3 milioni di euro), l’abbigliamento (-539,2 milioni di euro), gli autoveicoli (-399,1 milioni di euro), le calzature/articoli in pelle (-369,4 milioni di euro), i prodotti in metallo (-259,8 milioni di euro), i mobili (-230,2 milioni) e le apparecchiature elettriche (-195,7 milioni) sono stati i settori dove i volumi di affari in termini assoluti hanno registrato le contrazioni più importanti. Anche a valle di questi numeri la Cgia chiede che si riveda la posizione dell’Ue verso Mosca, considerata dagli artigiani veneti “un alleato strategico indispensabile per il mondo occidentale” anche in chiave anti-terroristica.

Nei fatti, La Russia, che nel 2013 era l’ottavo paese per destinazione dell’export italiano, è diventata nel 2015 tredicesima ed è stata scavalcata dalla Polonia, dalla Cina, dalla Turchia, dai Paesi Bassi e dall’Austria. Le sanzioni hanno colpito il settore finanziario, energetico e della difesa. Azioni, valide fino alla fine del prossimo lugli, che hanno generato l’embargo russo all’importazione di alcuni prodotti dai paesi membri dell’Unione Europea. Le merci soggette ad embargo riguardano, in particolare, alcuni prodotti agricoli e del settore alimentare ma, relativamente agli acquisti effettuati dagli enti pubblici russi, sono state vietate anche le importazioni di prodotti tessili, abbigliamento, calzature e pelli, dispositivi medici, automobili, furgoni, camion, autobus, mezzi d’opera e di servizio.

Fonte: Repubblica
26/3/2016