Le 24 azioni che devi comprare: la via (facile) per diventare ricchi

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Il segno meno vicino al rendimento di un titolo azionario non è per forza un male. Anzi. Chi sa riconoscere quando il valore di un’ azione è giunto al suo minimo può guadagnare. Ma non è cosa da tutti. Anche perché la roulette russa delle piazze azionarie ha fatto non poche vittime nel corso degli anni. «Probabilmente in futuro saranno in molti a dire, niente era più bello di avere risparmi da investire nel 2015, l’ epoca dopo la grande crisi, quando l’ abbondante liquidità, i tassi a zero, gli stimoli monetari, creavano una situazione unica e favorevole per l’ investimento in azioni», spiega Buddy Fox, esperto di finanza e nostro columnist. Il problema è capire come cogliere il momento giusto. Ma quali caratteristiche deve avere un titolo azionario promettente?
«Prima di tutto deve essere ad alto dividendo», spiega Gabriele Roghi, responsabile della consulenza agli investimenti di Invest Banca. «Nel medio periodo il dividendo spiega gran parte della performance: elemento fondamentale soprattutto in questa fase in cui i rendimenti obbligazionari sono prossimi allo zero, inoltre la cedola elevata concorre a mitigare la volatilità dei corsi e fornisce un minimo cuscino di rendimento molto concorrenziale rispetto ai bond governativi e corporate investment grade. Inoltre, in periodi incerti come quelli attuali, un elemento chiave è cercare titoli con ottime condizioni di business, management con obiettivi di sviluppo chiari, efficiente utilizzo della capacità di indebitamento.
Per questo è bene scegliere titoli con alto livello di fatturato derivante da mercati in crescita», prosegue l’ esperto di Invest Banca. «Tra i titoli preferiti a Milano vado in controtendenza con una banca: Carige (codice Isin IT0005108763 -60% da inizio anno) è tra le mie preferite», sottolinea Buddy Fox. «Gli Npl sono una sofferenza per le banche, eppure in Italia c’ è una banca che di questi prodotti si nutre per crescere e prosperare, ed è Banca Ifis. Carige ora potrebbe essere un laboratorio per le banche tradizionali italiane che vogliono risolvere il problema dei crediti deteriorati. Se l’ esperimento funzionerà, sarà un semaforo verde per tutte le altre. A Wall Street», continua, «si conferma la forza, dopo ogni crisi si dice che gli Usa siano al tramonto, e dopo ogni crisi, gli Usa – come la fenice – risorgono e sorprendono.  Questo è il momento di Tesla (codice Isin US88160R1014), la rivoluzione dell’ auto elettrica. Grazie a questo si potrà creare un nuovo mercato, quello dello smaltimento delle batterie. Inoltre, dopo una bella correzione (-30%) l’ indice biotech del Nasdaq è pronto a ripartire e Gilead Sciences (codice Isin US3755581036), sarà tra le protagoniste. Anche sul Dax (codice Isin DE0005140008 -41% da inizio anno) insisto sulle banche.  Deutsche Bank, considerata la polveriera d’ Europa, non fallirà mai. Se le cose dovessero volgere al peggio, alla Banca centrale tedesca si metterebbero a stampare moneta anche di notte. Siamo ai minimi. Infineon (codice Isin DE0006231004): il settore dei chip è ormai una commodity, una tecnologia matura e il suo futuro, inevitabilmente è la fusione e concentrazione», conclude.