La studentessa riceve una borsa di studio da 1.500 euro: Il fisco la bastona. La stangata è shock

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Che razza di Stato è quello che premia una studentessa con un assegno di 1.500 euro e poi bastona i genitori della stessa con una multa da 5 mila euro? Risposta: è lo stesso Paese in cui le istruzioni per compilare il 730 precisano, a pagina sessantaquattro, che “sono esenti le borse di studio corrisposte ai sensi del Decreto legislativo 8 agosto 1991, n. 257”. E le altre? Dipende. Chiosa dell’ente pubblico che ha erogato il contributo: «La legge non ammette ignoranza».

LA STORIA. Anna Flaminio, 23 anni, vive a Brendola. Il padre Sergio è operaio, la madre Giuseppina è dipendente Ulss. Centina al Fogazzaro, nel 2011 Anna si iscrive al corso di laurea di tecniche di radiologia medica. Con ottimi risultati, tanto che nel 2012 vince non una, ma due borse di studio. «Entrambe di 1.500 euro – racconta -. Una grazie alla Fondazione Domenico Corà, l’altra dell’Inpdap». Si tratta dell’ente di assistenza per i dipendenti pubblici, confluito poi nell’Inps. Qualche mese più tardi, la studentessa riceve il Cud da parte della Fondazione (privata). Dall’ente pubblico, invece «nessuna certificazione. / continua a leggere su Giornale di Vicenza