MORTO CASALEGGIO, IDEOLOGO DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Cernobbio: Casaleggio arriva e dribbla giornalistiE’ morto Gianroberto Casaleggio, fondatore con Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle.

 Lo annuncia un lancio dell’agenzia di stampa Ansa delle ore 10,31. Aveva anticipato la notizia Elio Lannutti qualche minuto prima. Appena cinque giorni fa un articolo della Stampa raccontava dei problemi di salute del cofondatore del MoVimento 5 Stelle e una nota sul blog di Beppe Grillo aveva parlato di sciacallaggio a proposito dell’articolo.

Il racconto partiva dai problemi di salute che hanno colpito il cofondatore del M5S e dalle attuali difficoltà a seguire l’azienda, che oggi è nelle mani del figlio:

Se Gianroberto è sempre stata la mente, Davide era il braccio, ma senza la stessa passione politica. Lui rendeva operative le decisioni prese durante le riunioni, coordinava le attività tecniche e organizzava gli «slot» dei dipendenti, cioè quanto ciascuno dovesse lavorare su un progetto. Sempre lui traduceva in tattiche, strategia e azioni pratiche, le visioni di Gianroberto, dopo averle analizzate dal punto di vista tecnico, spesso dopo lunghe riunioni a porte chiuse nell’ufficio del padre. È Davide ormai, prima di Gianroberto, che dà l’ok alle comunicazioni che partono dallo «staff di Beppe Grillo»; Davide tiene i contatti con i consulenti esterni (in particolare lo studio legale Montefusco).

In realtà è da sempre dentro la macchina, fin dal 2009 si occupava dei meetup, era lui che conduceva allora gli incontri formativi dei candidati, anche prendendo decisioni politiche importanti. Gli esempi sono diversi, come questo: «Durante le elezioni su indicazione di Davide Casaleggio i candidati del meetup Europa decisero di estromettere x, y e z dal sito dei candidati, perché avevano spedito dei volantini con le sole loro facce in tutta Europa…».

Per questo, spiegava l’articolo, Davide oggi tiene le chiavi del blog di Grillo e la gestione è estranea al direttorio:

È Davide, e solo in un secondo momento i parlamentari che fanno capo a lui, che ha in mano e coordina il processo di «certificazione» delle liste, le espulsioni, e quindi verosimilmente ha in mano le chiavi del server. In azienda già da tempo era a tutti gli effetti il vice. Non è per nulla simpatico, anche agli altri soci, con cui spesso ci sono scontri; ma è il figlio del capo e lo fa valere. Campione di scacchi da bambino, molto riservato, abitudinario (a colazione non cambia mai: brioches e succo di pera), qualcuno lo definisce «arrogante e autoritario, ma per niente autorevole».

Fonte

11/4/2016