Ragazzo autistico escluso da una gita: “Nemmeno avvisati

142318450-75e2346c-e451-4e7d-9c2d-aceca20ddd7dLa sua classe, una terza media di Livorno, è andata in gita ma lui non lo sapeva. Giulio è un ragazzo autistico di 14 anni che, come i suoi genitori, non era a conoscenza di quell’uscita scolastica. Se ne è reso conto lui stesso ieri mattina, quando si è presentato a scuola e ha scoperto di essere da solo.

La sua storia la raccontano le pagine locali, del Tirreno e della Nazione. Su Facebook è apparso un post, scritto come se a parlare fosse Giulio (che però non può né leggere né scrivere). “La mia classe oggi è in gita, io no… Nessuno ha avvisato la mia famiglia quindi sono andato a scuola regolarmente e mi sono trovato solo. Peccato mi sarebbe piaciuto molto passare una giornata all’aria aperta, con i miei compagni, in pullman, mi piace tanto il pullman…Ma qualcuno ha deciso che questa giornata non era adatta per me.

Ci sono rimasto molto male. Avrei potuto essere felice oggi…Invece…”. Da queste parole è nata una mobilitazione della rete, con molte persone che hanno pubblicato sul loro profilo una foto con la scritta “Io sto con Giulio”. Anche l’associazione Autismo Livorno Onlus si è schierata al fianco del ragazzino condannando il comportamento dell’istituto.
“Tutte le gite e i percorsi educativi sono stati presi in accordo con la famiglia – spiega però la dirigente scolastica dell’istituto – per questo siamo rimasti molto sorpresi da quello che è accaduto. In passato proprio la mamma del ragazzino aveva chiesto che Giulio non partecipasse per esempio a una gita a Firenze perché non adatta per le sue condizioni. Tuttavia in altre occasione come nella marcia per le pari opportunità Giulio invece ha partecipato insieme al resto della classe. Questa di Larderello era una passeggiata nei boschi molto stancante”.

La preside ha spiegato: “Giulio è con noi da tre anni e la scuola è impegnata a occuparsi al meglio di lui e del percorso formativo che sta facendo. C’è un’insegnante che ha fatto un master per poterlo seguire

Fonte: Repubblica
13/4/2016