Coppia tenta suicidio con il gas per difficoltà economiche

gasbombole

 

Hanno tentato di suicidarsi con due bombole del gas ma sono stati salvati dalla polizia di Stato e dai Vigili del Fuoco: è successo ieri in tarda serata in via Castromediano, a Gallipoli, in provincia di Lecce. Gli agenti hanno subito compreso che la fuga di gas segnalata proveniva dall’interno dell’abitazione al civico 21, dove abitava una coppia nota per precedenti interventi effettuati al fine di dirimere le liti tra i due; lei una quarantaduenne e lui un quarantottenne. A seguito dei vari tentativi di richiesta di aprire la porta dell’appartamento interessato, andati a vuoto, i Vigili del Fuoco e i poliziotti hanno deciso di intervenire per entrare all’interno dalla finestra posta al lato del pianerottolo. Durante l’operazione, prima della rottura del varco, dall’interno il convivente si è adoperato ad aprire la finestra per facilitare l’intervento degli agenti. Una volta all’interno, questi ultimi hanno notato la donna riversa sul letto priva di coscienza che, a dire dell’uomo, era la sua compagna, poi trasportata all’Ospedale tramite 118 in stato di incoscienza.

Dal sopralluogo effettuato si è accertato che erano state posizionate nella stanza da letto due bombole di gpl queste risultavano al momento dell’intervento, una priva di erogazione mentre dall’altra fuoriusciva ancora del gas dalla valvola e la stanza era satura di gas. Dalla esposizione dei fatti fornita dall’occupante dell’abitazione, trovato cosciente, si è appreso che i due avevano deciso di suicidarsi, motivo per cui aveva staccato con la chiave le due bombole dai rispettivi posti dove erano istallate, ovvero dalla cucina e da una stufa e le aveva posizionate in camera da letto. Dopo aveva aperto le valvole e, insieme alla convivente, si era messo a letto aspettando la morte. Grazie all’intervento della volante e dei vigili del fuoco che, intuito il pericolo, si sono introdotti all’interno dell’abitazione adottando tutte le precauzioni del caso, mettendo in sicurezza la palazzina, si è evitato il peggio. La donna, dopo le cure del caso, ha confermato la versione fornita dal convivente giustificando il gesto perché stanchi delle enormi difficoltà economiche in cui versavano.

Fonte: Il Messaggero
17 Aprile 2016