+++UNA TRAGEDIA INFINITA: 77 MORTI E 500 FERITI. VIOLENTISSIMO TERREMOTO QUASI 8 GRADI. ECCO I DETTAGLI+++

terremoto

Un potente terremoto ha fatto tremare l’Ecuador, causando decine di morti: 77 secondo una stima del vice presidente, Jorge Glas, i feriti sono 578. “Sappiamo che ci sono cittadini intrappolati sotto le macerie che devono essere salvati” ha detto in una trasmissione speciale della tv e della radio.

La zona più colpita è quella settentrionale sulla costa nella provincia di Esmeraldas e quella di Manabi. L’ecuador si trova tra due placche tettoniche in movimento e dal 1900 a oggi ha subito vari terremoti di magnitudo elevata: nel marzo 1987 morirono oltre mille persone. Dopo il forte tremore iniziale ci sono state almeno 55 scosse di assestamento, ha detto glas.
Il presidente Rafael Correa, rientrato in patria precipitosamente da una visita in Vaticano, ha ammesso che i danni sono “gravi” e che squadre di soccorso specializzate sono in arrivo dalla Colombia e dal Messico insieme a diecimila unità dell’esercito. Secondo la Croce Rossa dell’Ecuador più di 1.200 volontari sono già al lavoro. Si cercano le vittime sotto le macerie. Per le piogge cadute nell’ultimo periodo, molte strade sono inagibili ed è difficile raggiungere le zone disastrate.

Appena informato il Papa ha mandato un messaggio all’Ecuador: “Questa notte – ha ricordato Francesco dopo la preghiera del Regina Coeli – un violento terremoto ha colpito l’Ecuador, causando numerose vittime e ingenti danni. Preghiamo – ha esortato – per quelle popolazioni; e anche per quelle del Giappone, dove pure ci sono stati alcuni terremoti in questi giorni. L’aiuto di Dio e dei fratelli dia loro forza e sostegno”.
Il sisma, di 7,8 gradi di magnitudo sulla scala Richter, è stato registrato intorno alle 18,58 ora locale (le 2,58 di notte, in Italia): l’epicentro a circa 170 chilometri da Quito e ad appena 27 chilometri da Muisne, in un’area scarsamente popolata di porticcioli di pescatori che costituisce una meta turistica. A 300 chilometri di distanza, nella più grande città del Paese, Guayaquil, è crollato un ponte.

La gente si è riversata nelle strade e alcuni quartieri sono rimasti per ore senza corrente elettrica e senza copertura per i telefoni cellulari. In sei delle provincie più colpite è stato dichiarato lo ‘stato di eccezione’, una misura che rientra nelle prerogative presidenziali e che in passato fu utilizzata per ragioni di ordine pubblico o in caso di disastri naturali, come l’eruzione lo scorso anno del vulcano Cotopaxi.

Glas ha reso noto che ci sono state vittime nelle città di Manta, Portoviejo e Guayaquil, poi ha escluso la possibilità di tsunami ma inizialmente ha chiesto alla popolazione di alcuni punti della costa di abbandonare le proprie case per il rischio di mareggiate (il Centro di controllo tsunami del Pacifico ha avvertito che saranno possibili ondate tra i 30 centimetri e il metro), allarme poi rientrato. “Vi chiediamo prudenza e di mantenere la calma”, ha aggiunto il vice presidente, sottolineando che gli operatori di telefonia mobile stanno permettendo servizi di messagistica gratuita nelle province di Manabi e Esmeraldas.