IL DIRETTORE DE L’UNITA’ OFFENDE IL GIORNALISMO

D’Angelis non lo fa, si rifiuta di farlo. Lo ammette scherzando con un collega, parlando di tempi che cambiano. Ma lo fa dirigendo un giornale di partito, finanziato con soldi pubblici e soprattutto che esiste solo grazie ai contribuenti, visto che era già fallito. L’Unità è un giornale che non avrebbe neppure le risorse per esistere, uscire in edicola o sul web, non fosse per il contributo (tutt’altro che voluto) degli italiani. Un giornale che viola legge, doveri e deontologia per screditare avversari politici, rifiutandosi di rettificare in nome del “giornalismo 2.0”. Probabilmente ritenendosi protetto dall’impunità.

Ma non sarà così. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, si è scusato con la Raggi al posto del direttore de L’Unità. Il Movimento 5 Stelle, elegantemente, ha deciso di ritirare la querela con una richiesta di risarcimento cospicuo in seguito a quelle scuse.
Ma nei confronti di Erasmo D’Angelis, anche in seguito all’intervista sul Corriere, sarà sicuramente avviato un procedimento disciplinare. L’ha annunciato su facebook lo stesso Iacopino, concludendo il post con un renziano “D’Angelis, stai sereno”, tutt’altro che tranquillizzante.
Ma se ancora esiste una dignità nel giornalismo, è giusto che sia rispettata e soprattutto sia fatta rispettare.

Roma, 21 aprile 2016

Riccardo Ghezzi