I medici: “Le abbiamo sfondato la vagina”. E giù a ridere. Orrore e vergogna all’ospedale, ECCO I TERRIBILI DETTAGLI

Non c’è limite all’orrore nella vicenda relativa al reparto di ginecologia degli ospedali riuniti di Reggio Calabria, sconvolto da una inchiesta giudiziaria, la quale ha portato all’arresto di alcuni medici, medici dei reparti di Ginecologia e Ostetricia, che si coprivano nei loro talvolta marchiani errori, falsificando cartelle cliniche e che, stando alle intercettazioni, spesso e volentieri accompagnavano le proprie conversazioni sulle tragedie occorse nel 2010 a risate.

In una conversazione, l’ormai celebre dott. Alessandro Tripodi, nipote dell’avvocato Giorgio De Stefano, considerato uomo forte dell’omonimo clan di ‘ndrangheta, fa apertamente riferimento alla circostanza che il dott. Timpano, nel corso dell’intervento aveva cagionato alla paziente [Omissis] una perforazione della vescica, analogamente a quanto era accaduto nel caso della paziente denominata [Omissis] (TRIPODI: minchia non sai che è successo, stanotte l’ira di Dio;

MANUZIO: eh? e di chi?; TRIPODI: allora, quella lì, eh, di Timpano, che gli ha sfondato la vagina;MANUZIO: eh;TRIPODI: eh, allora, lo sai, ha la vescica aperta, (RIDE……RIDE…..RIDE);MANUZIO: eh; TRIPODI: allora dal drenaggio esce urina .. te la ricordi a [Omissis]? Era oro…..mi ha chiamato Pina Gangemi…dottore vedete se potete venire che qua c’è l’ira di Dio…ride….ride che oggi……….2 litri di urina dal drenaggio (ride)…..in pratica…sono andato…. la vescica era aperta….l’hanno suturata in triplice stato…..”). In un’altra conversazione, Tripodi parlando peraltro con altro collega medico dr.ssa Manunzio, le riferisce quanto appresso direttamente dal dr. Vadalà evidenziando che lo stesso (in prima persona) gli ha riferito (a conferma della gravità di quanto occorso in sala operatoria in uno dei casi trattati)

“di non essersi ancora riuscito a spiegare cosa abbiamo combinato i colleghi medici in sala operatoria” (“VADALA’ mi ha spiegato e mi ha detto io non lo so che cazzo hanno combinato, perchè l’isterotomia era fatta alta.

Poi, dice c’era un buco nella vagina e l’utero in pratica era come se avessero fatto una..inc.le.. per fare un’isterectomia, la stessa cosa (ride) …… dice non ha capito neanche lui quello che ha fatto..sangue che usciva a fontana da sotto..inc.le..m’immagino a TIMPANO”), concludendo poi Tripodi in ordine anche all’ulteriore intervento di Vadalà (poi, è arrivato VADALA’ e gli ha dato un paio di punti là sulla vagina. Dalla vagina perdeva).

Tripodi riuscirà a non perdere il sorriso sulle labbra anche quando a morire sarà un bimbo. In una conversazione dice alla moglie che era morto un bambino, durante un parto eseguito dal primario, il dott. Pasquale Vadalà e dalla dott.sa Daniela Manuzio; aggiungeva di aver lasciato l’ospedale con la scusa di un appuntamento e di aver spento il cellulare, per evitare che il dott. Vadalà lo facesse rientrare in reparto (TRIPODI: “ehi… eh niente, gli è morto un bambino quà… A VADALÀ E ALLA MANUZIO …omissis… ho chiuso il cellulare apposta, cretina, perché sennò mi chiamava in continuazione Vadalà eh…omissis.. e infatti me ne sono andato subito (ma fuia subutu) (n.d.r. ride)…”).