Ruba e viene subito catturato: «Non è furto».

THIENE. Tutto ruota attorno alla concezione del tempo. Due minuti e mezzo possono sembrare infiniti, o al contrario brevissimi. Per la legge sono una parentesi temporale non sufficiente a giustificare l’arresto di una persona per furto. Lo si evince dal racconto del comandante della polizia locale Giovanni Scarpellini, fatto nel corso di un’assemblea pubblica.

In sintesi, un uomo filmato dopo aver rubato una bici è stato rimesso in libertà perchè i vigili lo hanno preso solo dopo due minuti e mezzo, cioè un tempo troppo breve per poter dire che l’arrestato era già in pieno possesso della refurtiva. E quindi l’accusa è passata da furto a tentato furto.

«L’Italia ha appena preso i complimenti dall’Europa per aver abbassato la popolazione carceraria del 30 per cento: per forza, noi arrestiamo i ladri al pomeriggio e quelli alla sera tornano liberi perché agevolati dalla legge».

È così che si è sfogato Scarpellini in pubblico.

 

Fonte: Giornale di Vicenza
23 Aprile 2016