QUANDO SCADONO LE CARTELLE DI EQUITALIA: Pratica spiegazione di come liberarsi dal debito con Equitalia

Avrai sentito parlare di prescrizione delle cartelle esattoriali come l’ultima spiaggia, per i contribuenti, di liberarsi di un debito con Equitalia anche quando l’importo è dovuto. Ma cos’è la prescrizione e soprattutto dopo quanto tempo scatta la prescrizione delle cartelle di pagamento? Quali adempimenti bisogna compiere e a chi rivolgersi per ottenere la cancellazione delle cartelle esattoriali prescritte?

Che cos’è la prescrizione?
Il termine “prescrizione” in gergo comune si può tradurre con la parola “scadenza”: una cartella esattoriale prescritta, pertanto, è una cartella ormai scaduta che – come il latto avariato in frigorifero, rimasto aperto senza che nessuno lo utilizzasse – deve essere solo “buttata” e non può essere “utilizzata” per nessuno scopo.

Quindi, in buona sostanza, una volta che si verifica la prescrizione della cartella esattoriale il debito con Equitalia deve essere cancellato perché è come se, pur esistendo, non può più giustificare un pignoramento, un’ipoteca o un fermo.

La logica che sta alla base di questo istituto giuridico risiede nell’idea che il debitore (e, quindi, il contribuente che abbia ricevuto una cartella di Equitalia) non può restare, per una vita, sospeso sul filo di rasoio, ad attendere un’azione di forza del creditore, non sapendo se mai avverrà: anche una cartella esattoriale, notificata in modo corretto, quindi ha una sua data di scadenza.

Il tutto, in termini più giuridici, si può esprimere con il seguente principio: una volta notificata la cartella di pagamento, Equitalia ha un termine predeterminato (che a breve indicheremo) per agire; in difetto si verifica la prescrizione.

Cos’è l’interruzione della prescrizione?
Sinora la bella notizia. Ecco però quella brutta: la prescrizione si può interrompere. Inviando un atto che manifesti la volontà del creditore di agire per recuperare le somme che gli sono dovute (per esempio un preavviso di ipoteca, di fermo auto o un pignoramento) o un sollecito di pagamento, Equitalia può interrompere il termine di prescrizione.

Tale termine, quindi, si “azzera” e bisogna contare nuovamente da capo, a partire dal giorno successivo a quello di ricevimento di tale atto (detto atto interruttivo della prescrizione).

Prendiamo, ad esempio, una cartella per un debito dell’Inps che, come vedremo a breve, si prescrive in 5 anni. Mettiamo che la prescrizione si compia finalmente il 1° aprile 2016 e, tuttavia, che il 31 marzo il contribuente riceva una intimazione di pagamento.

In tal caso la prescrizione non si verificherà più al 1° aprile, ma inizia nuovamente a decorrere da tale data per poi verificarsi invece il 1° aprile 2021 (salvo che, in tale arco di tempo, non vengano notificati nuovi atti interruttivi della prescrizione).