Imprigionato nel ’91 per stupro: dopo 25 anni un test dimostra la sua innocenza

Ha trascorso gli ultimi 25 anni in carcere dopo essere stato accusato di aver commesso uno stupro nel 1989. Non ha visto nascere né crescere suo figlio mentre la vita continuava a scorrere velocemente lontano da quella cella. Un inferno dal quale Darryl Pinkins, un 63enne dell’Indiana, è uscito solo adesso, dopo che una nuova tecnologia che studia il Dna gli ha ridato la libertà: lui sulla scena del crimine non c’era mai stato.

Darryl era stato imprigionato nel maggio del 1991 dopo che una donna lo aveva accusato di averla trascinata in una macchina a Hammond e di averla violentata per ore. Lui ha sempre sostenuto di essere innocente, ma le prove sembravano confermare che l’autore del crimine era lui. Da allora le porte del carcere si sono chiuse e non si sono mai più riaperte. La svolta nella vita di Darryl è arrivata nel 2007, quando un team della Idaho and Indiana Innocence Projects e dell’Indiana University Law School hanno preso in esame il suo caso utilizzando un nuovo metodo di analisi del Dna, il TrueAllele. Dopo anni di studi approfonditi, i risultati dei test effettuati dalla Innocence Project Indiana non hanno lasciato alcun dubbio: Darryl non aveva violentato la donna.