MASSIMO ALLARME TERRORISMO IN ITALIA: Arrestati 6 jihadisti, ecco cosa stavano progettando contro il nostro paese!

Erano pronti a partire per la jihad nei territori di guerra siro-iracheni portando con sè i due figli di 2 e 4 anni, sull’esempio della famiglia di Bulciago (Lecco) partita l’anno scorso con tre bambini e che ora si trova nella zona di combattimento: una coppia di presunti estremisti islamici, residenti nella provincia di Lecco, è stata arrestata in una operazione congiunta Ros-Digos, nell’ambito della quale sono state emesse sei ordinanze di custodia cautelare.

Destinatario della misura restrittiva, emessa dal gip di Milano per il reato di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale, anche un marocchino di 23 anni, residente in provincia di Varese: il giovane, fratello di un foreign fighter espulso dall’Italia nel gennaio 2015 con un provvedimento emesso dal Ministro dell’Interno per motivi di terrorismo, si sarebbe dovuto unire alla coppia.

Il ministro Angelino Alfano in collegamento telefonico con La telefonata di Belpietro ha fatto sapere che i terroristi “erano stati indotti a valutare ipotesi di compiere anche in Italia degli attentati o degli atti violenti”.

Gli arresti Delle 6 ordinanze di custodia emesse, quattro sono state eseguite mentre altre due riguardano una coppia già espatritata e latitante in Siria. In manette una coppia di marocchini regolare sul territorio italiano e residente in provincia di Lecco insieme a due figli che provvisoriamente sarebbero stati affidati ai nonni, un altro marocchino di 23 anni della provincia di Varese, già conosciuto alle forze dell’ordine perchè fratello di un presunto foreign fighter espulso dall’Italia nel gennaio 2015 e probabilmente morto in Siria mentre combatteva per il Califfato.

Nell’elenco compare anche il nome di una donna, sorella del marocchino Koraichi. Secondo gli inquirenti milanesi, erano tutti pronti a partire per la Siria e l’Iraq per unirsi alle milizie dell’Isis.

Riguardo la coppia di marocchini, l’uomo, Moutaharrik Abderrahim, “è uno sportivo di qualità un pugile di kickboxing di alto livello in Italia e all’estero”: aspirava a sistemare la famiglia in Siria per poi compiere qualche azione eclatante, forse farsi saltare in aria a Roma in occasione del Giubileo. La moglie, Salma Bencharki, è finita in manette e i bambini sono stati affidati temporaneamente al nonno paterno, che è di origine marocchina e ha cittadinanza italiana.

Il 23enne marocchino è residente in provincia di Varese, fratello di Oussama Khachia, operaio 30enne morto «martire» in Siria dopo essersi unito al Califfato. L’uomo è stato portato in Questura a Varese. Da quanto si è appreso il percorso di radicalizzazione del giovane è iniziato dopo la scomparsa del fratello. Khachia, cresciuto a Brunello, in provincia di Varese, fu espulso dall’Italia il 28 gennaio 2015 per alcuni post su Facebook a favore dell’Isis. In seguito fu allontanato anche dalla Svizzera e infine avrebbe raggiunto la Siria, dove sarebbe morto.

Pianificavano attentato a Roma Gli arrestati stavano pianificando un attentato a Roma. Lo ha spiegato il Pm di Milano titolare dell’inchiesta sulla cellula terroristica islamica individuata in Lombardia. In particolare Koraichi, dalla Siria lo avrebbe esplicitamente chiesto a uno degli arrestati. “Il profilo di novità – ha detto il magistrato – è che non si tratta di una indicazione generica. Una persona specifica viene invitata a procedere in territorio italiano. E in particolare viene indicata la città di Roma come luogo di riferimento dei cristiani”.

La rete dei terroristi Gli arrestati erano in contatto con altri due coniugi già residenti in provincia di Lecco, partiti verso la regione siro-irachena nel febbraio 2015, anch’essi raggiunti dal provvedimento cautelare così come una loro parente, che si è adoperata per mettere in contatto questi ultimi con gli aspiranti combattenti.