LUI È TORNATO. QUANDO IL VEROSIMILE DIVERTE

Cosa accadrebbe se tornasse Adolf Hitler in Germania settant’anni dopo?
A nessuno è venuto neppure in mente di chiederselo, eppure qualcuno ci ha provato. Lo scrittore tedesco Timur Vermes prima, il regista David Wnendt dopo.
Sulla scia del grande successo del romanzo, è in questi giorni nelle sale cinematografiche italiane il film cult del momento. Esilarante, divertente, geniale, ma anche intelligente e accurato. Un film che fa ridere, tanto, e alla fine fa riflettere. La tesi di Vermes e quindi anche di Wnendt è che se Adolf Hitler tornasse nella Germania di oggi sarebbe prima trattato come un fenomeno da baraccone, una macchietta, un prodotto di marketing televisivo, ma con il tempo riuscirebbe ad attrarre consenso su di sé. Un consenso da parte di chi prima non lo prende sul serio, non essendo in grado di fiutare il pericolo, e poi si fa ammaliare in qualche modo dal suo “magnetismo”. Tutto come negli anni ’30. I tedeschi, pur ricordando perfettamente il passato, non sarebbero quindi in grado di imparare dalla propria storia né di riconoscere un nuovo Hitler. Neppure se il nuovo Hitler è uguale identico al vecchio, anzi è esattamente lui che ricompare. Lui è tornato.
Tutti credono che sia solo un imitatore particolarmente bravo, ridono di lui e con lui, ma se si candidasse alle elezioni…
Una critica al popolo tedesco di oggi? O all’eccessiva superficialità del “popolino” in generale? Probabilmente entrambe le cose, senza rinunciare alle risate, agli equivoci, agli episodi grotteschi. Ridere riflettendo, il modo migliore per assimilare un messaggio che vale più di una lezione di storia.
Ma l’Hitler di lui è tornato è davvero lui? A giudicare dall’incredibile lavoro di ricerca e analisi di Vermes, ripreso dal registra Wnendt, si direbbe di sì. Non è stato lasciato nulla al caso: i tic, le abitudini, le manie, la logorrea, le idee, le caratteristiche, i narcisismi, i discorsi e le frasi sono proprio del vero Hitler. Proprio per questo gli spettatori e gli ammiratori ridono, pensando che non sia lui. E’ solo una macchietta da non prendere sul serio. Già, ma lo dicevano anche in passato, quando ancora non ci avevano mai avuto a che fare e soprattutto non era né poteva essere un prodotto del consumismo televisivo.
Errare è umano, ma perseverare…