LA ZAMPATA DEL LEONE CHE RIAPRE I GIOCHI A ROMA

Il colpo di scena arriva quando nessuno se lo aspettava. Il “ruggito del leone” di Silvio Berlusconi in un momento in cui l’ex premier più amato e odiato dagli italiani sembrava al capolinea della sua carriera politica, tra guai giudiziari, problemi con il Milan e incapacità di mantenere coeso il centrodestra.
Invece, l’improvvisa prova di forza a Roma.

Intendiamoci: ci aspettavamo il ritiro di Guido Bertolaso dalla rosa dei candidati a sindaco della capitale. Troppo impietosi i sondaggi, imperdonabili ed eccessive le gaffe dell’ex capo della protezione civile. Forza Italia non poteva andare avanti con Bertolaso rischiando un misero 6%, arrivando dietro a Raggi, Giachetti, Meloni e perfino l’indipendente Marchini.

A quel punto, però, era lecito aspettarsi la decisione di Silvio tra tentativo di ricucire il centrodestra, appoggiando quindi la Meloni, o ufficializzare il Patto della Nazione, sostenendo il renziano Giachetti. Berlusconi ha scompaginato gli scenari, proponendo una terza opzione: il sostegno ad Alfio Marchini, candidato forte cui i voti di Forza Italia e della destra moderata rappresentano solo il valore aggiunto per potersi aggiungere alla sfida a quattro per il ballottaggio.

Alfio Marchini alla precedenti elezioni amministrative aveva sfiorato, da candidato sindaco, il 10% senza essere appoggiato da alcun partito. Nel frattempo ha avuto un ruolo determinante nell’opposizione a Marino, si è fatto conoscere di più e ha incrementato i suoi consensi. Quasi tutti gli ultimi sondaggi lo accreditavano tra il 12 e il 15%. Va da sé, che con l’aggiunta del 5-6% dei fedelissimi e irriducibili di Forza Italia, che avrebbero votato persino Bertolaso contro la Meloni, Marchini raggiunge Meloni e Giachetti.

Una sfida a tre per raggiungere la candidata grillina Virginia Raggi al ballottaggio. Una sfida certamente dagli esiti incerti, con un ulteriore dato interessante: secondo i sondaggisti, sarebbe proprio Marchini l’unico in grado di battere la Raggi in un ipotetico ballottaggio.
Sono tutte previsioni che lasciano il tempo che trovano e spesso i sondaggisti prendono cantonate. La mossa politica di Berlusconi, però, resta audace e riapre gli scenari anche a livello nazionale.

Il leader di Forza Italia sfida sia Salvini sia Renzi, ponendosi come punto di riferimento moderato contro il renzismo e contro i cosiddetti “populismi” del Movimento 5 Stelle e della destra di Salvini-Meloni.
Se Berlusconi vince, potrà trattare sia con Renzi sia con Salvini in una posizione favorevole. A quel punto spetterà a lui decidere se trattare per un Patto del Nazareno bis o per ricostruire un centro-destra unito e vincente.