CACCIA AL CARABINIERE, ULTIMA MODA SUI MASS MEDIA

Tira una brutta aria sul fronte della sicurezza, non solo sul fronte delle buste paga, con la futura legge di stabilità che impedirà di vederle crescere. Dal punto di vista mediatico, però, si alza sempre più l’attenzione sui casi che coinvolgono le forze dell’ordine, messe sul banco degli imputati (anzi già condannate in via definitiva) di processi mediatici prima ancora che un magistrato decida il solo rinvio a giudizio di chi è ritenuto responsabile di abusi.

Premesso che se un tutore dell’ordine sbaglia è giusto che debba risponderne senza sconti davanti alla legge. Quella stessa legge che però deve essere davvero uguale per tutti e non generare attenuanti solo in base alla provenienza o alla cosiddetta «condizione sociale» della parte lesa.

In altre parole se l’«imputato» è un carabiniere o un poliziotto si apre in pochi istanti un movimento di opinione che non lascia spazi all’esame oggettivo dei fatti, ma che arriva subito alla sentenza. Raramente di assoluzione. Molto diversa la situazione opposta, quando – ad esempio – la vittima di un omicidio indossa una divisa. Qualche ora di cronaca, con il puntuale «sentito cordoglio» delle istituzioni di turno, e i riflettori si spengono rapidamente. Una volta c’era il telegramma di vicinanza e solidarietà, ora non c’è più neanche quello.

Lo stesso avvocato Fabio Anselmo, il legale che segue i principali casi in Italia di presunti abusi delle forze dell’ordine, ammette in una recente intervista al quotidiano «La Nuova Ferrara», la sua città: «La verità è che senza processi mediatici, quelli reali poi non si farebbero, nella grande maggioranza dei casi».

One thought on “CACCIA AL CARABINIERE, ULTIMA MODA SUI MASS MEDIA

  1. La tensione tra forze dell’ordine e cittadinanza è hai massimi storici, anche per colpa della crisi in qui ci troviamo ora, un po per l’immigrazione senza freni un po perché quando non si sa dove parare c’è la si piglia contro lo stato, far andare tutto alla meraviglia è pura utopia ognuno di noi cittadini ci dobbiamo assumere le nostre responsabilità si è vero che la legge è uguale per tutti ma non è colpa del carabiniere o del poliziotto del finanziere la colpa è del governo italiano che non fa nulla per arginare i fenomeni criminosi il ministero degli interni invece che preoccuparsi di questioni inerenti a cose puramente futili dovrebbe incominciare ad espellere chi vive irregolarmente sta cosa della caccia al carabiniere mi auguro che sia una trovata dei media non vedo il motivo se uno fa un reato va condannato se un tutore della legge fa un reato va condannato ognuno di noi militari e non

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