«Papà che fai?». Oltre tremila bimbi violentati, le condanne non vanno oltre i due anni

«Non dire niente a mamma». E per sette anni Stella resta in silenzio: per le minacce e «per non mandarlo in galera», racconta, quasi maggiorenne, a magistrati e psicologi, accusando suo padre. Violentata come altre 3640 bambine e adolescenti seguiti dai servizi sociali nella penisola, secondo un’indagine promossa dal Garante dell’infanzia; mentre la storia choc della piccola di Caivano, stuprata e uccisa, accende un faro sull’orrore nascosto.

Stella è l’altra faccia di Fortuna: anche lei ha provato a ribellarsi, ma ha potuto raccontarlo. «Una volta che volevo scappare, avevo 11 o 12 anni, perché mi ero stufata, aveva cominciato a tirarmi i capelli e me l’aveva messo. Allora ero esplosa in lacrime, e mi aveva detto: sei stupida, perché piangi?». Poi c’è Alessia, a quattro anni violentata dal papà e a sei anche dall’amante di sua madre, che rivela: «Quando l’avevo detto a mamma mi aveva risposto che non era niente, come se fosse mi fossi fatta un taglietto». Fino agli otto anni di età, la bimba viene stuprata almeno una o due volte a settimana dai due orchi di casa ed entrambi le ripetono: «Ti facciamo diventare grande».

Alba non li definisce neppure abusi: «Si giocava a nascondino per poi trovarlo nudo, con i pantaloni abbassati. Questo sin dai sei anni. All’inizio non era violenza perché avveniva tutto come una cosa fatta senza cattiveria… Mi chiudeva nella stanza con lui, metteva dei film pornografici, dove erano ritratti dei bambini e mi faceva fare tutto ciò che vedevo in televisione». A violarla un amico dei genitori, troppo spesso al lavoro e all’oscuro delle tribolazioni interiori della figlia. «Avevo paura della loro reazione e mi tenevo tutto dentro». Il suo e gli altri racconti, registrati dai pm, sono riportati nel libro, atroce e intenso, “Abuso sessuale sui minori. Scenari dinamiche e testimonianze”, edizioni Antigone, scritto dalla ricercatrice Giuliana Olzai, che ha vagliato tre anni di 180 processi e sentenze del tribunale di Roma, 196 imputati, il 77 per cento condannati per abusi su 185 bambine e 53 maschi. Tutti vittime di pedofili, soprattutto di parenti (29%), aggrediti da conoscenti e vicini di casa o, appunto, amici di famiglia (39%).