LA FINE DEL MITO PINO MANIACI TRA INTERCETTAZIONI E SILENZI

Il quadro indiziario che emerge dalle intercettazioni ai danni di Pino Maniaci è abbastanza grave. Non vogliamo fare i manettari e i forcaioli, proprio perché non apparteniamo al salotto buono dell’Antimafia. Come Pino Maniaci e altri intoccabili e santi. Però, questa volta facciamo uno strappo alla regola e usiamo i metodi dei Salotti dell’Antimafia. Metodi che si ritorcono contro, perché come si è accorto lo stesso Maniaci, prima o poi si finisce indagati o intercettati.

Ebbene, ciò che emerge dalle intercettazioni è il quadro di un mitomane, che millanta di essere sotto attacco dalla mafia, di essere minacciato, quando in realtà l’unico a volere la sua testa è il marito della sua amante. E poi il delirio di onnipotenza, le promesse all’amante, la sensazione di avere in mano tutto e di poter ricattare tutti. Quindi, i ricatti e le estorsioni ai sindaci.

Ovviamente queste sono le accuse. Forse Pino Maniaci e altri suoi colleghi, quelli che noi spesso definiamo professionisti dell’Antimafia, avrebbero già emesso sentenze di colpevolezza. Invece noi attendiamo i tre gradi di giudizio, se sarà necessario, prima di considerare colpevole il direttore di Telejato, una delle più celebrate icone antimafia.

Le intercettazioni, per ora, non sembrano lasciare scampo: Maniaci tutto sembra tranne che un eroe antimafia.
Ma c’è una cosa a sorprenderci, in realtà. Il silenzio del sindacato Siap, che si è sempre prodigato a difendere Maniaci e a supportarne le battaglie. Questa volta, il Siap non parla.

Forse vuole attendere processi e sentenze, ma dopo tutte le battaglie in comune ci si attenderebbe qualcosa. Una parola. In difesa di Maniaci, oppure una presa di distanza. Qualunque cosa, perché il silenzio è davvero troppo poco e non sembra opportuno.
Perché questo silenzio, quando ci sono intercettazioni che parlano, anzi urlano?

Forse c’è imbarazzo, oppure non si sa quale posizione prendere. Eppure, finora, questo problema con Maniaci non c’era mai stato. Insomma, sembrerebbe crollato un mito. Ma se così fosse, certi ripensamenti sono tardivi.

Roma, 4 maggio 2016

Redazione