Da dove nasce il contropotere dei magistrati di sinistra

Anni Novanta, legalitarismo e antimafia sono la nuova bussola ideologica di Md. Servono a colmare un vuoto, a ridefinire una missione, a cambiare per non morire in un paese dove il Disgelo della Costituzione è ormai compiuto. 1986, aula bunker dell’Ucciardone a Palermo, si apre il maxiprocesso contro la mafia istruito dal pool di Giovanni Falcone. 1988, il Csm discute la nomina a consigliere istruttore del tribunale di Palermo, lasciato vacante da Antonino Caponnetto.

Caselli, Md, vota per Falcone. Pino Borré e Elena Paciotti, pure Md, si esprimono in favore di Antonino Meli. Paciotti motiva così la propria scelta: “Quanto alle attitudini di entrambi i candidati in questione, più che in ogni altro caso, si segnala l’esperienza penalistica e la specifica trattazione di processi penali a carico di imputati di mafia.

Se di straordinario valore è l’esperienza investigativa e la novità di impostazione delle indagini in questa materia del dottor Falcone, non si può ignorare l’accurata istruttoria dibattimentale condotta dal dottor Meli in uno dei più gravi processi di mafia di questi anni che riguardava l’omicidio Rocco Chinnici”.

Nel 1991 Falcone accetta l’invito del ministro Martelli a ricoprire l’incarico di direttore degli Affari penali in via Arenula; da questa postazione Falcone mette mano al progetto di una procura nazionale antimafia. Md, insieme al Pci e a personaggi come Leoluca Orlando, gli dichiara guerra. A viso aperto, sui giornali e nei dibattiti pubblici.

Md e Anm agiscono in piena assonanza, entrambi contrastano la procura nazionale come un male assoluto. Su Repubblica il segretario Md Palombarini boccia il progetto della superprocura, fonte di uno “sconvolgimento ordinamentale” a causa di un’organizzazione piramidale con il superprocuratore chiamato a rispondere dinanzi al Parlamento della realizzazione delle direttive ricevute dal potere politico.

Per Palombarini prosegue il disegno illustrato da Craxi nel primo comitato centrale del suo partito.