La cooperativa “prenditutto” che fa affari coi profughi

Bandi sospetti, truffa aggravata, falso, bilanci esponenziali, cooperative che diventano società di capitali e generano un vero e proprio business dell’accoglienza.

Questo il ciclone che sta investendo la Ecofficina, cooperativa padovana, divenuta un grande impero nel Veneto, con sede a Battaglia Terme. Una cooperativa che nel giro di quattro anni si è aggiudicata i centri di accoglienza di mezza regione, da Venezia a Vicenza, da Padova a Rovigo e ora anche a Treviso. Più di 1000 i richiedenti asilo ospitati e un bilancio cresciuto in modo straordinario, che nel 2015 ha toccato i due milioni e mezzo di euro. La Ecofficina che operava negli asili e nelle biblioteche è un ricordo ormai lontano; ora sembra un giro di affari senza fine che, visti i bandi del 2016, potrebbe addirittura quadruplicare. A capo della cooperativa c’è Gaetano Battocchio che l’altro giorno è finito nel registro degli indagati insieme a Simone Borile con l’accusa di truffa aggravata e falso. Sono sospettati di aver contraffatto carte ufficiali di un bando di accoglienza profughi. Il sospetto della Procura di Padova è che i due abbiano presentato falsi documenti al comune di Due Carrare, nel padovano, dove la cooperativa si è aggiudicata il bando Sprar 2016, cioè la gestione del sistema di protezione per i richiedenti asilo. Nel mirino degli inquirenti è finita una convenzione tra la Prefettura di Padova e la cooperativa che porta la data del 6 gennaio 2014 (giorno dell’Epifania) con decorrenza dall’8 gennaio 2014.