Pensione anticipata APE, la guida completa

Il nuovo anticipo pensionistico (il cui acronimo è, appunto, APE) darà la possibilità di uscire dal lavoro sino a 3 anni prima, con una penalizzazione annua che partirà dal 2% per le pensioni sotto i 1.500 euro ed arriverà sino all’8% per quelle più alte (solo nella parte retributiva dell’assegno).

Queste sono le ultime novità rese note dal Governo, che sta attualmente lavorando alla nuova normativa previdenziale. Non sarà, comunque, cambiata la struttura della Legge Fornero, ma soltanto previsti degli elementi di flessibilità aggiuntivi, dei quali potranno fruire i lavoratori scoperti dalla tutela del Salvacondotto e dell’Opzione donna.

Riassumiamo, in questa breve guida, le principali novità che ci aspettano con l’Ape.

Ape: come funziona
L’APE non è un nuovo regime di pensionamento, come la pensione anticipata o di vecchiaia, ma è uno strumento che dà la possibilità di anticipare la pensione sino a un massimo di 3 anni. In particolare, l’anticipo riguarda la sola pensione di vecchiaia ed è parametrato sul requisito di età. Restano fermi gli altri due requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia, cioè il possesso di almeno 20 anni di contributi (15 per i destinatari della Deroga Amato) e di un assegno non inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale.

In cambio dell’anticipo è prevista una penalizzazione, graduata in base all’ammontare della futura pensione ed applicata soltanto alla quota calcolata col retributivo.

Per questo motivo, l’APE non potrà essere utilizzata per anticipare la pensione di vecchiaia interamente contributiva, quella, cioè, che prevede il requisito di 70 anni e 7 mesi di età, ma di soli 5 anni di contributi: il sistema di calcolo, in questo caso, è difatti interamente contributivo e non si darebbe luogo ad alcuna penalizzazione.

APE: anticipo dell’età
In base alle notizie sinora emerse, si sa per “quasi certo” che la misura sarà introdotta assieme alla Legge di Stabilità 2017, che sarà approvata entro il prossimo dicembre e, con tutta probabilità, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2017. È assai difficile che il Governo riesca a rendere le novità operative entro il 2016.