Coop, la verità su ciò che mangi: attenzione, da dove arrivano i cibi

Non solo latte, sono decine i prodotti a marchio Coop fatti con materie prime d’importazione: dalla pasta al prosciutto, dalle merendine ai sottaceti e all’olio d’oliva. La più grande centrale cooperativa italiana bidona i soci produttori e acquista massicciamente all’estero. Fra l’altro nelle filiere agricole più a rischio: grano, latte, olio extravergine, ortofrutta. Il risultato è imbarazzante: nel carrello e sulla tavola degli italiani finisce la legione straniera della materie prime alimentari.

Non si salva praticamente nessuna linea di prodotto, neppure le referenze etichettate come «Bio» e la «Fiorfiore». Perfino le materie prime utilizzate negli alimenti per i neonati arrivano dai quattro angoli del mondo.

Chiarisco subito un dettaglio importante: il gioco di risalire al luogo di provenienza degli ingredienti per i prodotti targati Coop è facile perché la corazzata cooperativa guidata da Marco Pedroni ha rilasciato una applicazione per i telefonini, Coop Origini, attraverso la quale si può conoscere tutto o quasi sulla marca di casa. Le referenze italiane al 100 per cento sono tante, la maggioranza.

Ma una quota non trascurabile, probabilmente superiore a un terzo, tolte Dop e Doc, contiene ingredienti d’importazione.