GOMORRA, LA SERIE CHE TI FA STARE DALLA PARTE DEI CATTIVI

Preferite Ciro Di Marzio o Genny Savastano? Oppure il padre di Genny, don Pietro Savastano? Nella prima stagione, stavate dalla parte dei giovani che si riconoscevano in Genny o nei vecchi nostalgici di don Pietro? E ancora, per chi tifate tra don Pietro e il rivale Salvatore Conte?
Gomorra La serie è così. Ci si appassiona e ci si divide tra fazioni. In base alle simpatie. Ognuno ha il suo personaggio preferito e parteggia per lui o per una determinata squadra, proprio come nel calcio.
Nella geniale e tecnicamente ottima serie, grazie al sapiente lavoro di Stefano Sollima e gli altri registi Francesca Comencini e Claudio Copellini, i personaggi sono tracciati psicologicamente in modo completo e senza fronzoli. Impossibile, per lo spettatore, non immedesimarsi, non farsi trasportare da emozioni, sospetti, tattiche, gioie e dolori.
I personaggi di Gomorra sono tutti criminali umanizzati, proprio come in Romanzo Criminale. La serie, però, come il libro di Saviano e il film che ne è scaturita, dovrebbe in primis rappresentare una denuncia contro il fenomeno della camorra. Se questo è l’intento, registriamo un misero fallimento.