Gli imbarazzi grillini e quella disparità di trattamento tra Pizzarotti e Nogarin

Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, si presenta in conferenza stampa scuro in volto. La sua storia d’amore, tormentata fin dall’inizio, con il Movimento 5 Stelle è ormai finita. I rapporti tra lui e i vertici non sono mai stati idilliaci, ma da ieri le strade si sono irrimediabilmente divise. Il partito l’ha scaricato, con il pretesto delle accuse di abuso d’ufficio. Pizzarotti è indagato, la giustizia deve fare il suo corso e la vicenda appare ancora nebulosa. Ma Grillo e il suo entourage hanno preso la decisione: il sindaco di Parma deve essere sospeso dal Movimento.
La posizione di Pizzarotti è chiara, in conferenza stampa le parole sono poche ma chiare: «Per star così, cosa cambiava: eravamo separati in casa. Mai un sostegno, mai una chiamata. Ho il dispiacere per la disaffezione che proverà la nostra gente: politicamente è un autogol pazzesco. Siamo stati un esempio, ma abbiamo perso il senso del limite, abbiamo sbracato».
Mai un sostegno, mai una chiamata. Già. La differenza di trattamento con il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, è lampante. Quest’ultimo è indagato per bancarotta fraudolenta. La sua posizione non appare meno delicata rispetto a quella del suo collega di Parma, ma anche in questo caso le indagini dovranno fare chiarezza e la giustizia deve fare il suo corso.