L’arte di ammanettarsi da soli, malattia autoimmune a 5 stelle

Fossi in lui non mi farei troppe illusioni. Ma non sarei più tranquillo nei panni del Direttorio pentastellato. E non perché le ombre dell’illegalità proiettate sul mondo grillino rischiano di depotenziare la corsa di Virginia Raggi verso il Campidoglio, precipitando nell’indistinto la credibilità morale di un Movimento che sembra condannato in partenza a un epilogo à la Robespierre (zac!); ma perché la cittadina-sindaca Raggi, vigente l’attuale canone grillino, così perverso e confuso in materia di legalità, potrebbe andare incontro allo stesso destino apparecchiato dalla sorte beffarda agli altri principali amministratori locali del Movimento.

Come a Parma e a Livorno, così a Pomezia (nepotismo e appalti chiacchierati per i rifiuti) e a Gela (il sindaco Domenico Messinese è stato espulso con l’accusa, fra l’altro, d’intesa con gli alfaniani per un incarico legale da 11.500 euro), e poi a Bagheria (assunzioni familistiche nella cooperativa che gestisce l’asilo nido comunale. Fonte: livesicilia.it) e via così. Tanto che perfino l’ex pm Antonio Ingroia, militante togato e chiodato, intramato come pochi nella cultura della pulizia etica, s’è duvuto arrendere al dubbio.

Ed eravamo solo all’inizio dell’anno: “Qualcosa, però, si deve essere evidentemente perso nel tempo, almeno rispetto allo spirito originario con cui è nato il Movimento. Con il consenso e con le conseguenti prime esperienze di governo sono infatti arrivate anche le prime sorprese negative… Per amministrare e cambiare davvero le cose occorrono competenza e storie personali inattaccabili.

Ecco allora che, dietro le quinte del “doppiopesismo” indicato da Travaglio, si fa largo il sintomo di una schizofrenia cronicizzante, sospesa a metà tra il Codice Davigo (semplificando: i politici sono tutti colpevoli in attesa di essere scoperti) e una generica adesione al principio della presunzione di colpevolezza (copyright Cerasa).

Risultato: su queste basi, si scopre che l’unico partito italiano costretto dai 5 stelle a non governare mai sono proprio i 5 stelle, vittime di questa malattia autoimmune prodotta dall’incapacità costitutiva d’incastonare una quota minima di garantismo nella più ampia cornice dell’articolo 54 della Costituzione.