Partite IVA e autonomi: cambiano le imposte. Arriva la tassa piatta

Cambia il fisco per tutte le partite Iva, ossia artigiani, piccoli commerciati e professionisti. I due capitoli più importanti della riforma sono le semplificazioni e la previsione di una “flat tax”; inoltre c’è l’abolizione degli studi di settore e la deducibilità dell’Imu. In tutto questo, poi, si inseriscono gli effetti della sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione, pubblicata qualche giorno fa, in materia di Irap: in particolare la pronuncia, colmando un vuoto legislativo, ha finalmente dichiarato l’esenzione Irap per i piccoli studi professionali e le ditte individuali con un solo dipendente con mansioni esecutive.

La riforma studiata dal Governo per venire incontro al “ceto medio” e risollevare le sorti di chi – un gran numero di contribuenti italiani – ha una partita Iva ma dimensioni insufficienti per sostenere la crisi economica, partirà da maggio, con la presentazione di un correttivo al decreto semplificazioni attuativo della delega fiscale, e terminerà a dicembre nella prossima legge di Stabilità.

Tra le misure più interessanti c’è la nuova flat tax , la cosiddetta Imposta sul reddito dell’imprenditore (Iri), con cui saranno “premiate” con una tassazione proporzionale (Ires) e non più progressiva (Irpef), tutte le imprese personali che lasciano gli utili in azienda. Come viene spiegato sulle pagine del Sole24 di questa mattina, “con la flat tax potrebbe arrivare anche l’applicazione del criterio di cassa per la determinazione del reddito prodotto dalle imprese personali in contabilità semplificata.

Il meccanismo consentirebbe anche a questi soggetti, così come già avviene per i professionisti, di pagare le tasse su quanto realmente guadagnato”.

Gli accertamenti fiscali non verranno più effettuati attraverso gli studi di settore, almeno per determinate categorie (a partire dai professionisti), strumento considerato ormai obsoleto e incapace a rappresentare l’attuale situazione economica delle Partite Iva.

Potrebbe poi aumentare la quota di deducibilità dell’Imu dal reddito d’impresa oggi limitata al 20 per cento.