SCONTRO PARISI-SALA SUL LEONCAVALLO. NOI STIAMO CON PARISI

Si scrive Vincenzo Sala ma si legge Giuliano Pisapia. Sul Leoncavallo e i centri sociali il candidato sindaco del Pd palesa le stesse idee e posizioni del sindaco uscente. La parola d’ordine è regolarizzazione. Pisapia non c’è riuscito, a causa delle spaccature interne nella maggioranza. L’aveva promesso e ci ha provato, ma il suo percorso è stato interrotto e i contenziosi sono rimasti irrisolti.

Sala ci riproverà, o perlomeno è quello che ha annunciato. Probabilmente sarebbe destinato a incontrare gli stessi problemi e i medesimi ostacoli, ma l’intenzione è quella. “Sono d’accordo con la regolarizzazione” ha detto Sala, rivelando però di non conoscere gli atti e quindi a conti fatti di non avere alcuna padronanza dell’argomento. “Devo riguardare gli atti, ma in generale rispetto alle regolarizzazioni io sono d’accordo, sono necessarie. Non ho abbastanza conoscenza degli atti, comunque ripartirei dalla lavoro fatto dalla giunta Pisapia”.

Cioè da zero, perché il piano di Pisapia, cioè la permuta tra la sede del Leoncavallo di via Watteau e le due aree comunali in via Zama e via Trivulzio si è praticamente spenta sul nascere, essendosi spaccata la maggioranza. Le critiche dello stesso sindaco alla famiglia Cabassi, proprietaria dell’edificio di via Watteau e colpevole di rivendicarne giustamente il possesso, non hanno certo agevolato il buon esito della trattativa.

Sono tutti elementi che Sala, ammettendo di non conoscere gli atti del Leoncavallo, probabilmente ignora. Forse non gli interessa granché del Leoncavallo e la sua è stata solo una sparata elettorale, perché il contributi dei centri sociali e “indotto” alla vittoria di Pisapia cinque anni fa è stato decisivo. Il fatto che non abbia le idee ben chiare non significa però che non tenterà davvero la strada della cosiddetta “regolarizzazione”.