Concorso Allievi Agenti Ps: la dura protesta del Movimento Militari in Congedo

Dura presa di posizione del Movimento Militari in Congedo sul concorso per la nomina di allievi agenti della Polizia di Stato. Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato del Movimento

Il detto non c’è due senza tre oggi acquisisce piu’ che mai la sua veridicità, e a breve distanza dallo scandalo che ha colpito il concorso per la nomina di 400 allievi di Polizia Penitenziaria, oggi ci ritroviamo a parlare anche del concorso della Polizia di Stato.

Nella mattinata odierna, un noto sindacato di Polizia “SIULP” Pubblica prima dell’amministrazione battente concorso, una graduatoria con tutti i nomi delle persone che hanno conseguito il punteggio utile per passare alla seconda fase concorsuale, violando oltre la privacy dei candidati (visto che i nomi dei concorrenti nella graduatoria ufficiale sono contraddistinti da un numero seriale fornito al momento della registrazione della domanda di partecipazione) anche quell’immagine di trasparenze che l’amministrazione dovrebbe garantire nelle fasi concorsuali…

Come mai muoviamo queste accuse? semplice! perchè subito dopo la pubblicazione di tale atto, fra i concorrenti si è creato subito un vero e proprio TEAM (Compresi noi), che è andato a calcolare il numero dei massimali che consiste in 194/ 10.000 – 134/ 9.875 fino ad una soglia di sbarramento di 8.625, Cifre per molti pressapoco impossibili visto che questo concorso prevedeva l’assenza della banca dati..

Ma non solo questo , i tanti ragazzi entrati in possesso dei nomi dei vincitori, hanno compiuto “per mezzo Social” un approfondita ricerca sulle zone di residenza degli idonei con MASSIMALE DEL PUNTEGGIO, raggiungendo alla conclusione, che la maggior parte di questi , provengono nuovamente dalla Campania (o meglio non solo i massimali ma anche quelli che hanno conseguito 1 o 2 errori),e visto che tutti sanno che il dipartimento di pubblica sicurezza nonchè il ministero degli Interni , si fa carico di una ditta esterna per la creazione dei quiz da somministrare alle prove, nonchè per la correzione delle stesse, il dubbio nuovamente sale, e lo spettro dei reati commessi poco tempo fa in penitenziaria riaffiora nuovamente…

Molte lamentele sono giunte anche per i modi operandi nella fase concorsuale, tra cui l’obbligo di esposizione del documento di riconoscimento sul proprio banco (procedura vietata dalla legge con sentenza del T.A.R Lazio Sezione Bis, 21 Maggio 2015 n.7331).

Assenza di autenticazione per mezzo firma della propria scheda risposta, questa veniva contrassegnata con un codice a barre che a stento si reggeva.

Come si faceva a riconoscere il proprio modulo risposte?