Sbarchi, Mattarella predica accoglienza: “L’Italia è il ponte con l’Africa”

“Primo dovere è quello di salvare vite umane e di soccorrere chi si trova in condizioni di difficoltà e di sofferenza”.

Intervenendo alla conferenza ministeriale Italia-Africa, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella tende la mano agli immigrati che si affaciano sul Mediterraneo per raggiungere l’Italia e l’Europa. E, in piena emergenza, chiede a Palazzo Chigi e a Bruxelles misure concrete. “L’Italia è, per condizione geografica, storia e cultura, ponte tra Africa ed Europa – spiega il capo dello Stato – un ponte libero da pregiudizi, rispettoso delle peculiarità degli interlocutori e pronto a un confronto pragmatico e aperto”.

“Di fronte a un evento così gravido di conseguenze, non possiamo concentrarci su soluzioni di mero contenimento”. Mattarella sprona le istituzioni a fare di più per affrontare l’ondata migratoria che sta travolgendo il Vecchio Continente. “Abbiamo il dovere di proporre e discutere insieme approcci di natura globale, non soltanto legati all’urgenza, ma capaci di portarci a soluzioni durevoli”, spiega il capo dello Stato invitando a stringere “una grande alleanza” e a investire, oltre che sulla sola sicurezza, sulla “causa della pace” e dello sviluppo.

Il tema dell’immigrazione non può, infatti, essere svincolato dall’emergenza terrorismo. “La sicurezza della vita propria e delle proprie comunità è messa a dura prova dalla minaccia incombente, insidiosa e trasversale, del fondamentalismo terrorista – continua il capo dello Stato – forze violente, minoritarie, prendono in ostaggio intere popolazioni”. Il capo dello Stato ha in mente quelle città colpite dalla barbarie. Da Bamako a Bruxelles, da Maiduguri e Parigi. E ancora: Tunisi, Tolosa, Garissa e Ankara. “Questo – incalza – non può che ricordarci come il terrore non conosca confini e come si nutra di divisione, paura e instabilità, all’ombra delle quali potersi diffondere”.