VIA LIBERA ALLA SOLA INFORMAZIONE DI REGIME. CHIUDE VIRUS: VERGOGNA

Ci si preoccupa, giustamente, per il regime totalitario ormai instautato in Italia. Con la sua più recente manifestazoine contro la libertà d’espressione, i licenziamenti di Porro e Belpietro, il governo Renzi ha manifestato la volontà di dare il via libera alla sola informazione di regime. Virus, unica trasmissione vicina al centrodestra in tutto il panorama televisivo italiano, è stata esclusa dai palinsesti, come ha annunciato Nicola Porro sul suo profilo faceboo.  Evidentemente man mano che Renzi si rende conto di faticare a controllare e manipolare il consenso, ritiene di dover assumere pieno potere dei mezzi d’informazione senza più garantire il dissenso.  L’operazione Belpietro-Feltri su Libero è simile: se ne va un direttore poco compiacente con il governo, ne arriva uno, Vittorio Feltri, che di Libero è stato il fondatore, che dopo essere stato grillini si è fatto ammaliare dalle sirene renziane. Libero sarà quindi, con Feltri al timone, un altro giornale renziano, filogovernativo. L’ennesimo.

In mezzo a questo non si parla del vero dramma in Italia, e con la mancanza del pluralismo di informazione e il proliferare dei media asserviti al governo se ne parlerà ancora meno: il sistema bancario rischia di esplodere e l’Italia non sarà in grado di salvarlo.
Dopo la crisi del 2008, una crisi di liquidità, nel 2011 la dittatura istaurata da Napolitano ha imposto all’Italia di regalare fior di miliardi per salvare banche tedesche e francesi, a costo di fare crollare i redditi e l’economia italiana. Risultato? Le banche italiane si ritrovano con sofferenze da centinaia di miliardi, cioè prestiti che non potranno mai riscuotere perché le aziende o le famiglie a cui hanno prestato soldi sono fallite. Se poi si pensa ad esempio ai mutui, i valori immobiliari sono crollati anche e soprattutto per colpa delle tante tasse sulle case, il che da una parte riduce il patrimonio degli italiani, dall’altra concede anche alle banche la possibilità di riavere i soldi prestati.