Solita inchiesta sul calcioscomesse, prevedibile come una sconfitta del Milan

Quando il Foglio mi ha contattato per un ultimo sforzo, prima del massacro degli Europei, ero già pronto a partire per le vacanze. Non prima di essermi sbronzato davanti alla finale di FA Cup, naturalmente. I campionati sono finiti, non c’è più niente da dire, ho fatto notare. Ma come, hanno replicato loro, c’è il weekend con le finali delle coppe nazionali. Appunto, ho sospirato, non vorrete mica parlare di quelle pagliacciate che sarebbero più degne se giocate in infradito? Ma poi è successo un po’ di tutto, e l’hangover è durato meno del solito.

Quando dico un po’ di tutto non mi riferisco alla classica inchiesta di fine maggio sul calcioscommesse in Italia, più prevedibile di un rutto al pub dopo la terza pinta di birra, diventato ormai classico stagionale alla stregua delle lamentele degli albergatori a fine agosto, le piogge in autunno e le braccia molli nelle donne dopo i trent’anni. Mi consolo vedendo che con il passare degli anni i magistrati abbassano il tiro, essendo passati da mezza serie A a qualche sfigato di B nel giro di poco tempo. Il format è sempre lo stesso: intercettazioni, qualche camorrista arrestato, uno o due nomi famosi dai in pasto ai giornali, coscienze scosse per qualche giorno e poi silenzio. Sono quasi sicuro che ci sia gente che scommette su quale giorno di maggio sarà quello della retata annuale.

Vorrei parlarvi soltanto della finale di FA Cup, come logico, essendo stata storica – come piace dire ai giornalisti sportivi per qualunque cazzata non sia già succesa prima – per molti versi: il Crystal Palace in finale dopo oltre vent’anni, il Manchester United che vince in rimonta e in dieci come ai bei tempi permettendo a Rooney di alzare la sua prima Coppa d’Inghilterra (lo avreste mai detto?), ma non possiamo fingere che non sia successo quello che ogni tifoso dei Red Devils aspettava da due anni: Louis Van Gaal è stato esonerato, proprio dopo l’unico trofeo conquistato alla guida dello United.

Cosa che invece non dovrebbe succedere a Cristian Brocchi: l’allenatore del Milan più vuoto degli ultimi cinque anni ha perso la finale di Coppa Italia (dormivo, me l’hanno raccontata) nel peggiore dei modi, cioè meritando di vincere. A sfiga si somma sfiga, perché in questo modo in Europa League ci è andato il Sassuolo, probabilmente la squadra più finta della storia del calcio.