+++ MORTE ANIMALE DOMESTICO: ECCO COME CHIEDERE RISARCIMENTO +++

Sempre più italiani, negli ultimi anni, stanno decidendo di adottare un animale domestico che rallegri le proprie famiglie.

Gli amici a quattro zampe (e non solo) diventano dei veri e propri componenti del nucleo familiare, ai quali ci si lega profondamente dal punto di vista affettivo, tanto che nel caso in cui essi muoiano per colpa di un terzo la giurisprudenza ha riconosciuto il diritto del proprietario ad essere risarcito dei danni subiti.

Il plurale non è un caso: il danno che la morte dell’animale d’affezione può generare, infatti, è sia quello morale che quello patrimoniale.

Cerchiamo di capire meglio di cosa stiamo parlando, ricordando preliminarmente che, come chiarito dal Tribunale di Varese con decreto del 7 dicembre 2011, “il sentimento per gli animali ha protezione costituzionale e riconoscimento europeo cosicché deve essere riconosciuto un vero e proprio diritto soggettivo all’animale da compagnia“.

Il danno morale

Come detto, il proprietario che perde il proprio amico a quattro zampe per fatto del terzo ha potenzialmente diritto ad essere risarcito sia del danno morale che di quello patrimoniale.

Soffermandoci più nel dettaglio sul danno morale, ricordiamo che si tratta di quello connesso al turbamento dello stato d’animo che può derivare dalla perdita del caro animale domestico.