Vicenda marò: ora mostriamo al mondo l’orgoglio di un Girone all’italiana

Adesso che la matassa si è temporaneamente sbrogliata da sola, per effetto della decisione del Tribunale dell’Aja, Renzuccio vorrebbe metterci sopra il cappello, facendo finta di dimenticare che l’attesa sarebbe potuta essere molto più breve se si fosse perseguita da subito la strada dell’arbitrato, come da anni suggerito dal centrodestra. Il cambio di strategia, con il ricorso all’arbitrato internazionale, è sicuramente da attribuire alla decisione presa in questo senso dal Governo su impulso del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, ma va riconosciuto al centrodestra – e in particolare ad alcuni ben individuati suoi esponenti che abbiamo già citato – il pressing mediatico tenuto costantemente sulla vicenda.

Ma bando alle ciance ed ai tweet: Renzi, vuoi intestarti l’orgoglio di riavere con noi anche Salvatore Girone? Ed allora noi ti sfidiamo: se vuoi veramente dimostrare al mondo che l’Italia è una nazione rispettabile, che ha il senso dell’onore e della dignità delle sue Forze armate, siccome ti sei vantato che Salvatore Girone sarà con noi per il 2 giugno, Festa della Repubblica, ti ricordiamo che proprio quel giorno le nostre Forze armate organizzano a Roma una grande parata militare per onorare questa ricorrenza.

Quale migliore occasione, dunque, per dimostrare quanto ci tieni ai due fucilieri di marina sequestrati impunemente in questi anni dal Governo indiano? E’ semplice: fai aprire l’imponente parata militare del 2 giugno proprio a loro due, a Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Sarebbe un ottimo segnale sia per le nostre Forze armate, irritate e mortificate da questa incredibile vicenda giudiziaria, sia un grande motivo di legittima soddisfazione per tutti gli italiani.